Soufriere, Saint Lucia

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dal 11/01/98 al 17/01/98

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Soufriere, Saint Lucia

Domenica


Ci ancoriamo a Soufriere, in un posto molto
bello, all’angolo tra la spiaggia e la montagna. In fronte a noi ci sono i due
Pitoni, due alti picchi verdi veramente molto pittoreschi, che durante il tramonto
offrono uno spettacolo unico.

Lunedì

Insieme con un rasta che ieri ci ha venduto della frutta, andiamo a vedere le cascate d’acqua sulfurea e le fumarole. Invece di passare per la strada, prendiamo un sentiero che passa per la giungla, che ci dà la possibilità, oltre che di infangarci tutti, di raccogliere tanta frutta direttamente dagli alberi: banane, manghi, papaie, cocchi, noce moscata e frutti del cacao con i quali intendiamo fare il cacao.

Martedì


Ci muoviamo
nell’ancoraggio sotto i Pitoni, ma si rolla molto e il comitato d’accoglienza
dei ragazzi locali è veramente aggressivo. Sono arroganti e ci dicono esplicitamente
che poiché abbiamo la barca siamo ricchi e quindi possiamo pagare i 10 $ che
ci chiedono per legare la cima di poppa ad una palma. Decidiamo di ritornare
a Soufriere, e mentre ci avviamo a riattraversare la baia, incontriamo Greg
e Jane di Nimbus. Grandi saluti; ci seguono all’ancoraggio e la sera li invitiamo
a cena. La mamma di Annalisa fa gli gnocchi.

Mercoledì

Passiamo la giornata in barca a preparare il cacao. Per il cacao bisogna aprire i frutti ed estrarre i semi che vanno seccati (o al sole o al forno) e poi vanno macinati fino ad ottenere la polvere di cacao. Forse li cuociamo troppo nel forno e il cacao risultante sa un po’ troppo di bruciato. Verrà meglio la prossima volta.

Giovedì

La mamma di Annalisa ci lascia, la accompagniamo con il bus a Castries dove prenderà l’aereo per Fort de France. La città è abbastanza grande e si sviluppa tutta sulle colline intorno al porto. Nel porto ci sono quattro navi da crociera, e quindi la città è piena di turisti che sono seguiti “a uomo” da taxisti, e venditori vari. Dopo aver accompagnato la mamma di Annalisa all’aeroporto, riusciamo finalmente a leggere la nostra posta internet, grazie ad un gentilissimo impiegato della Cable and Wireless (la Telecom locale) che ci fa usare il suo computer. è tanto che non leggiamo la posta, così ci sono una trentina di messaggi, e la cosa ci fa molto piacere. Tornando a Soufriere con un taxi collettivo, questo è tamponato da una macchina scassata. Rimaniamo fermi per almeno un paio d’ore in attesa della polizia. Arriviamo in barca alle 19 con un gran mal di testa.

Venerdì

Poiché ieri a Castrie i doganieri, veramente scortesi e indisponenti, non ci hanno fatto espletare le pratiche di uscita (volevano che la barca fosse nel porto della città) siamo costretti a ritornare a Marigot Bay per “fare i documenti”. Ad aumentare il nostro disappunto il vento è contrario.
La sera torniamo ai Pitoni, dove ci attendono Nimbus, Cape Providence e Wirraway per un barbecue sulla spiaggia con cui festeggiamo i compleanni di Greg e Jane. Passiamo una piacevole serata attorno al fuoco mangiando bevendo e scambiandoci informazioni ed esperienze. Maggy e Rag di Warraway (australiani) sono in giro da 10 anni, mentre Nimbus e Cape Providence (neozelandesi) da 4, cosi sono, per noi novellini, delle vere fonti di informazioni sulle nostre future mete.

Sabato

E’ tempo di muoverci. Passiamo a salutare i nostri amici neozelandesi e poichè noi andiamo a sud e loro vanno a nord e sarà difficile rincontrarli, c’è il rituale scambio di indirizzi.
Il canale tra St. Lucia e St. Vincent non è troppo agitato e quindi la veleggiata è piacevole. Ci fermiamo per la notte a Cumberland Bay, che è molto carina, tutta circondata da verdi montagne. Questa baia ha una pessima fama, perché qualche anno fa una barca è stata assalita durante la notte e una persona è stata uccisa, ma ora i locali sono molto gentili.