Chagos

155 dal 14/05/00 al 20/05/00

Domenica

Annalisa completa finalmente la copia della carta, una vera opera d’arte.

Circondati da una numerosa famiglia di mante, che gozzovigliano intorno alla nostra barca, Anita, rivelandosi un ottima parrucchiera, ci taglia i capelli a tutti e due.

Poi non resistiamo e con pinna e maschera timorosi ci buttiamo in acqua per vedere le mante. Lo spettacolo è sensazionale!
All’inizio una sola manta ha il coraggio di avvicinarsi, comparendo dal fondo come un fantasma. Ci viene incontro con la grande bocca spalancata e solo quando è a pochi metri cambi direzione e con una capriola torna ad immergersi.

Ha un’apertura alare di 4-5 metri e vola nell’acqua con la stessa grazia di un enorme uccello. Sappiamo che non sono pericolose, ma la loro mole e la forma del muso le fa sembrare dei mostri marini pronti a risucchiarti. Quando poi si avvicina a pochi metri il fascino e la curiosità superano ogni timore immotivato e dopo le prime evoluzioni perdiamo la paura iniziale.

Scompare per qualche minuto, poi riappare in compagnia di altre due mante. Che spettacolo vederle planare in formazione!!
Sembrano consapevoli della loro grazia ed eleganza e del fatto che noi siamo lì ad ammirarle.

Restiamo in acqua quasi un ora e quando poi le mante cambiano territorio di pesca, decidiamo di andare a farci un po’ di idromassaggio nella piccola passe.
Oggi la corrente è fortissima e l’unico modo per non essere trascinati via è di restare aggrappati alla cima dell’ancora del gommone.

Alle 16 abbiamo appuntamento in spiaggia nel campo di “Lyric”, per l’ennesimo party. Lyric è il nome di una bella barca di una coppia di americani, che hanno ripulito un pezzo boscaglia e installato un vero e proprio campo stile boy scouts.

Gli anglosassoni adorano i BBQ in spiaggia o gli aperitivi al tramonto sotto le palme seduti su una noce di cocco a farsi mangiare dalle zanzare! Il campo di Lyric è molto carino, all’ombra di un enorme albero hanno preparato un focolare circondato da alcuni tronchi a mo di panche.

Questo pomeriggio sono organizzatissimi, il lui di Lyric suona una tastiera elettronica e hanno distribuito dei fogli con i testi delle canzoni. Il problema è che data la disomogeneità di nazionalità dei partecipanti, è impossibile trovare una canzone conosciuta da tutti.

Siamo gli unici italiani e in nostro onore cantano anche una canzone italiana, che noi però con loro grande disappunto non abbiamo mai sentito.

Al tramonto, con la scusa delle zanzare battiamo in ritirata.

Lunedì

Il cielo è coperto ed il vento da sud est. Sansibar e Josi partono alla volta del Madagascar, nonostante il tempo poco invitante.

Dobbiamo sistemare la luce di navigazione a motore sull’albero. Un ottima occasione per Annalisa di osservare le “nostre” mante dall’alto.

Aperitivo sulla bella barca in alluminio di Nicole e Patric, una simpatica coppia di francesi che sono in giro per il mondo da più di vent’anni. Sono arrivati pochi giorni fa dal Mar Rosso, provenienti dalla Francia.

La barca è nuova, infatti un paio di anni fa hanno venduto la loro vecchia e si sono allestiti quella della loro vecchiaia. Si vede che non è la loro prima barca, lo si nota dalle scelte sulle attrezzature, che sono essenziali, ma assolutamente robuste e funzionali.
Restiamo anche a cena.

Martedì

Incominciamo a pensare anche noi alla partenza per il Madagascar.

Annalisa torna sull’albero a sistemare il riflettore radar e ad ammirare le evoluzioni delle mante.

Poi andiamo a pesca. Annalisa, stanca di trainare il gommone decide di provare a pescare e con sua grande sorpresa prende il suo primo pesce con il fucile, una bella cerniotta. Ricambiamo l’invito a cena di Patric e Nicole con una bella spaghettata con sugo a base di pesce.

Loro conoscono l’Oceano Indiano a menadito e ci danno un sacco di preziose informazioni sul Madagascar, sulle Seychelles ed il Mar Rosso. Durante la discesa dal Mediterraneo all’Oceano Indiano hanno subito un “quasi attacco” da parte di pirati nel golfo di Aden. Una mattina navigando a motore si sono trovati una barca affiancata con una persona che stava tentando di salire a bordo.

Per fortuna hanno avuto la presenza di spirito di virare immediatamente e di avere a che fare con pirati non troppo aggressivi e dotati di una barca lenta. I nostri programmi prevedono di passare 6 mesi in Mar Rosso, ma ci stiamo sempre di più convincendo che forse dovremmo cambiare.

Mercoledì

Piove a dirotto per tutta la notte. Alle 3 ci tocca alzarci, giusto in tempo per evitare l’allagamento dovuto al completo riempimento dei serbatoi di bordo con l’acqua piovana raccolta dal tendalino.

Una decina di litri d’acqua comunque è finita in sentina, così ne approfittiamo per lavarla. Dato che fra qualche giorno partiamo per smaltire un po’ d’acqua Annalisa fa anche il bucato. Pomeriggio passato a fare pane e un dolce per la traversata.

Il tempo rimane poco bello: ci sta passando sopra la testa la zona di convergenza intertropicale che come tutti gli anni in questa stagione si sposta dall’emisfero sud a quello nord, portandosi dietro piogge e temporali.
Appena passa partiamo, sicuri di trovare l’aliseo di sud est.

Foto serale. Luna piena circondata da nuvolosi neri e minacciosi.

Giovedì

Piove.
Controlliamo l’acqua alle batterie, e grazie ad una bottiglia di acqua distillata
lasciataci da Michael questa volta è facile rabboccarle senza dover produrre
l’acqua distillata con la pentola a pressione.

Clima e umore grigio, ce ne stiamo rintanati in barca e solo ogni tanto mettiamo il naso fuori per cercare di farci rimanere impresso nelle retine la bellezza del paesaggio in cui abbiamo la fortuna di poter vivere.

Venerdì

Ultimi controlli prima della partenza. L’Oceano Indiano del sud ha una reputazione poco piacevole e ci teniamo ad essere sicuri che la barca sia in perfette condizioni.

Verificando le viti del timone a vento Lorenzo scopre che ce ne sono due corrose. Le cambiamo immediatamente e poi verifichiamo tutte le viti che ci capitano a tiro, compreso il bullone che tiene attaccata l’elica all’asse.

Nel pomeriggio andiamo a terra a bruciare l’immondizia e fare le ultime riprese.

Arrivano 5 barche da Perros Banos, un atollo a 30 miglia da Salomon, sono tutti americani. L’ancoraggio si fa affollato e c’e aria di party, domani partiamo!

Sabato

Il cielo è coperto, c’è poco vento, ma le previsioni sono buone, così alle 10, salutati dagli strombazzamenti degli equipaggi delle altre barche ci dirigiamo verso la passe alla volta del Madagascar.

Non abbiamo troppa nostalgia, forse perché abbiamo deciso di tornare alle Chagos fra 6 mesi, forse perché l’atollo è troppo affollato, o forse perché il Madagascar ci attira tantissimo.

Ci aspettano 1400 miglia di oceano deserto che speriamo non sia troppo agitato.