In cantiere a Vuda Point

dal 11/07/99 al 17/07/99

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In cantiere a Vuda Point

Domenica

Il cielo è coperto e su Viti Levu, come al solito piove.
Leviamo l’ancora con calma, dobbiamo fare 90 miglia per arrivare all’interno
del reef che protegge la costa occidentale di Viti Levu, e comunque arriveremo
di notte. La costa ovest è molto più secca e notoriamente il clima è
notevolmente migliore.
La navigazione nel primo tratto è piacevole con il solo genoa ed il vento al
giardinetto, poi a metà strada inizia ad arrivare una grossa onda che ci fa
rollare, comunque il vento aumenta ed andiamo veloci. Arriviamo davanti alla
passe alle 23 C’è un buio pesto, si sentono le onde frangere sulla barriera e
siamo un po’ tesi; di solito evitiamo di fare gli ingressi notturni! Comunque
c’è un allineamento che seguiamo in modo accurato e ci troviamo all’interno, lo
capiamo dal mare calmo. Seguiamo l’allineamento e ci ancoriamo in una baia
tranquilla.

Lunedì

Ci svegliamo in un bel ancoraggio. Il paesaggio è brullo,
non ci sono alberi, l’erba è secca ed ha un colore dorato e brillante. E’
bastato fare 90 miglia per cambiare clima!
Abbiamo fretta di andare in cantiere per toglierci il pensiero, quindi partiamo
appena svegli. Quando proviamo ad azionare il salpancora per partire, questo si
rifiuta di funzionare. Issiamo l’ancora manualmente e aggiorniamo la lista dei
lavori da fare! Arriviamo nel marina di Vuda Point a mezzogiorno e prendiamo un
corpo morto al centro del marina in attesa di andare a informarci in ufficio.
Questo marina è particolare: è circolare, scavato all’interno della costa ed è
stato progettato in modo da resistere ai cicloni. In marina ci sono ben tre
barche italiane o con equipaggio italiofono: c’è la “Signora dei
mari”, di Roberto e Delfina (una coppia di simpatici svizzeri del Canton
Ticino), “Chiara” di Alex e Francesca (lui messicano e lei italiana
con due bellissimi bambini) e “Ocean Sunrise di Gianni e Noelia. La
direzione ci comunica che il travel lift è libero e se vogliamo mettono a secco
anche subito. Così ci spostiamo nella buca del travel lift e in un ora siamo a
secco. Dopo un lavaggio con un potentissimo getto di acqua che ci toglie tutta
la vecchia antivegetativa, ci depositano su un robustissimo invaso in acciaio
poco prima del tramonto. Dopo cena andiamo a fare due chiacchiere sulla
“Signora dei mari” con Roberto, Delfina, Alex e Francesca. Sono tutti
simpaticissimi e passiamo una bella serata raccontandoci storie ed avventure.

Martedì

Il primo lavoro consiste nello smontare l’elica e l’asse.
La boccola che alloggia la bronzina, che è da sostituire, è bloccata e solo
dopo averla ben riscaldata, si decide ad uscire. Estraiamo l’asse e alle 13
prendiamo l’autobus per Lautoka dove dobbiamo trovare un’officina che lo
raddrizzi o ce ne faccia uno nuovo. Il bus è scassatissimo senza vetri e nel
percorrere le stradine non asfaltate si riempie di polvere. Il paesaggio che
scorre davanti a noi è rurale con grandi piantagioni di canna da zucchero ormai
secche e pronte per essere raccolte. Al lato dei campi coltivati ci sono le
rotaie che servono ai trenini per raccogliere la canna da zucchero e portarla
alla grande distilleria a Lautoka. Troviamo un officina che ci sembra
sufficientemente attrezzata e si dicono in grado di fare il lavoro. Solo che
proprietario, un indiano, capisce che siamo in difficoltà e ci chiede un prezzo
astronomico che siamo costretti ad accettare poiché non abbiamo alternative, se
non farci 5 ore di bus per arrivare a Suva. La nostra antipatia per gli indiani
aumenta!! Facciamo un giro per Lautoka, un po’ di spesa al mercato e poi
riprendiamo il bus per Vuda Point. Questa volta è pieno di ragazzini che
tornano a casa da scuola e invece di fare la strada principale si fa tutte le
stradine laterali per accompagnare i bambini a casa. Le stradine sono tutte non
asfaltate e arriviamo alla base dopo un ora stanchi e tutti impolverati.

Mercoledì

Oggi lavoriamo sullo scafo. Lorenzo gratta
l’antivegetativa rimasta e alcuni punti dove la vernice non aveva aderito, poi
passa la carta vetrata per preparare il fondo alla nuova antivegetativa.
Annalisa pulisce tutta l’opera morta con l’acido ed il sapone per eliminare le
colate di ruggine. La sera siamo distrutti e dopo il tramonto ce ne andiamo a
dormire. L’unica cosa negativa di Vuda Point è che è stato ricavato in mezzo
alle piantagioni di canna da zucchero e al calare della sera l’aria pullula di
zanzare e di una specie di scarafaggi volanti. Non sappiamo se gli scarafaggi
siano del tipo infestante, ma onde evitare ci barrichiamo all’interno e
spruzziamo delle quantità industriale di insetticida in pozzetto per tenerli
lontani.

Giovedì

Il tempo non promette niente di buono, il barattolo di
fondo che abbiamo ordinato non è ancora arrivato quindi siamo un po’ bloccati.
Annalisa pulisce il timone a vento con l’acido, mentre Lorenzo gratta il gavone
dell’ancora, che si era arrugginito a causa dello sfregamento della catena. Nel
pomeriggio Lorenzo va a Lautoka a vedere come procedono i lavori all’asse.
L’asse è storto e sarebbe meglio sostituirlo, ma alle Fiji non hanno il
materiale perché l’asse è di 30 mm di diametro mentre qui hanno solo materiale
con misure in pollici. L’acciaio inox non è facilmente lavorabile e quindi
provano a raddrizzarlo. Con la pressa e tanta pazienza in un paio d’ore
riescono a raddrizzarlo in modo soddisfacente. Annalisa intanto riesce a dare
la prima mano di fondo ai punti che abbiamo grattato. La vernice si asciuga
appena in tempo prima di un grosso temporale che in un ora scarica un vero
diluvio.

Venerdì

Abbiamo il pozzetto invaso dai cadaveri di scarafaggivolanti e incominciamo ad averne abbastanza. Diamo la seconda mano di fondo anchese il tempo non è bello, comunque non piove.
Per cena siamo invitati sulla Signora dei Mari. Delfina è incredibile, producein barca di tutto, dal mascarpone, alla carne salata, dai funghi sott’olio allapancetta. Ci prepara una magnifica cena e insieme ad Alex e Francesca facciamopiacevolmente le ore piccole.

Sabato

Bella giornata, ne approfittiamo per dare una mano difondo speciale, necessario perché abbiamo cambiato il tipo di antivegetativa.La vernice ha un colore dorato e fa effetto trovarsi l’opera morta d’oro! Oggisono arrivati gli amici norvegesi di Felice, anche loro hanno alcuni lavori dafare e vengono depositati vicino a noi, e Il Va Pensiero di Gigi e Irene.