Ahe

dal 26/07/98 al 01/08/98

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Ahe

Domenica

Alle sette, nonostante gli stravizi della sera precedente sono tutti in piedi e le attività nella “fattoria delle perle” fervono, anche se è domenica.
A metà mattina ci accompagnano in barca dove rimaniamo a chiacchierare e a pescare con la lenza.

Lunedì

Dormiamo tutta la mattina poi andiamo ad esplorare la lunga spiaggia bianca che si trova davanti al nostro ancoraggio. Armati di machete facciamo incetta di noci di cocco sia verdi, che contengono quasi un litro di acqua frizzantina, sia maturi. Le noci di cocco, per chi non lo sapesse, non si trovano già pulite come si vedono in Italia al supermercato, ma sono racchiuse in uno spesso rivestimento fibroso. L’estrazione della noce e poi della polpa è un’attività che se, come noi, non si è capaci o non si dispone dell’apposito strumento (un robusto tondino di metallo con un’estremità appuntita piantato per terra) è sia faticosa sia pericolosa. La spessa fibra è tenacissima e per asportarla bisogna fare dei tagli a spicchi con il machete poi con le mani bisogna letteralmente estirpare ogni singolo spicchio facendo una fatica boia di solito sotto il sole cocente. Una volta pulita, la noce si rompe con un colpo di machete ben assestato, poi
inizia un’altra attività pericolosissima: l’estrazione del mallo, cioè della
parte bianca commestibile. Normalmente o si rompe il coltello che si usa per
scalzare il mallo che è letteralmente incollato alla noce, o ci si taglia una
mano o tutte due le cose. Scopriremo poi che gli indigeni si sono fatti furbi,
infatti, una volta spaccata la noce la lasciano al sole per qualche ora e come
per incanto il mallo si stacca dalla noce senza alcuna difficoltà.
Questa sera al tramonto finalmente riusciamo a vedere il raggio verde. E’ uno
strano fenomeno ottico che nel momento in cui il sole scompare nel mare genera
un lampo verde che dura meno di un secondo. C’è chi sostiene che un buon aperitivo
aiuti la visione!

Martedì, Mercoledì

2 giorni di relax in cui l’unica attività giornaliera è la
pesca subacquea e la cucina.

Giovedì

Oggi ci attende un picnic sulla spiaggia. In quattro sul
nostro piccolo gommone, con le pinne le maschere i fucili, il machete e tutto
il necessario per il picnic ci avventuriamo alla ricerca di un motu in cui fare
i Robinson Crusuè. Senza un grosso sforzo troviamo un posto “paradisiaco”
con spiaggia bianca, palme da cocco e una piccola lagunetta con l’acqua trasparente.
Sembra la pubblicità di Caldobagno!
Dato che la materia prima è ancora da pescare, Lorenzo e Mario vanno subito
a cercare di procurarsi qualche cosa da mettere sulla graticola, mentre Annalisa
e Stefania puliscono la spiaggia e raccolgono le noci di cocco e la legna per
il fuoco.
Il picnic riesce bene: pesce alla brace e patate cotte nella cenere, il tutto
innaffiato da latte di cocco fresco.

Venerdì

Giornata uggiosa con pioggia e vento sempre sopra i 30 nodi.
I polinesiani chiamano queste burrasche, maramou, e luglio e agosto è il periodo
in cui si scatenano. Possono durare parecchi giorni e sono estremamente violente
e pericolose.
Chiaramente restiamo in barca a leggere e fare qualche lavoretto.

Sabato

Anche oggi il cielo è completamente coperto ed il vento è
ancora più forte con raffiche intorno ai 45 nodi. Alla radio danno l’avviso
di burrasca forza 9 con onde di 4 metri. Il nostro ancoraggio è molto protetto,
ma il vento esercita un grossa forza sulla catena che ogni tanto sotto le raffiche
striscia contro i coralli con dei rumori poco piacevoli, comunque l’ancora tiene
e siamo abbastanza tranquilli.
Il villaggio ogni tanto sparisce nella foschia e si vedono solo gli altissimi
spruzzi che le onde dell’oceano provocano rompendosi contro la barriera corallina
esterna. L’acqua della laguna è bianca per le onde sollevate dal vento ed è
piena di detriti.
In barca il fischio del vento è fortissimo e ci fa stare rintanati all’interno
ben felici di non essere in mare.