Bora Bora

dal 21/03/99 al 27/03/99

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Bora Bora

Domenica

Tempo bello con poco vento. Andiamo a Vaitape per sentire i canti della messa. In realtà arrivati davanti alla chiesa non ne abbiamo tanta voglia di chiuderci dentro la chiesa al caldo, così andiamo provare a leggere la nostra posta elettronica. C’è un bar che ha il computer collegato ad internet, ma il proprietario non c’è quasi mai.
Oggi siamo fortunati lui c’è e riusciamo dopo quasi un mese a leggere la posta. Abbiamo 50 messaggi che dobbiamo leggere velocissimi, dato che costa 5$ ogni 15 minuti, inoltre il computer non ha il floppy quindi dobbiamo scriverci a mano eventuali indirizzi o cose da ricordare.

Lunedì

La giornata scorre veloce, smontiamo il fuoribordo per fargli un po’ di manutenzione, scriviamo questo diario al computer, parliamo alla radio con i nostri amici sparsi per il Pacifico. Nel pomeriggio Annalisa si trasforma in coiffeuse e taglia i capelli a Lorenzo poi andiamo come al solito a pescare.

Martedì

Altro giorno di lavoretti e relax.

Mercoledì

Walkabout! Ci sentiamo chiamare, sono le 7 e ci siamo appena alzati.
“Do you speak english?”
Sono Chuck e Gil, una coppia di californiani e anche loro sono qui a Bora Bora in attesa di partire verso ovest. Facciamo due chiacchiere poi, dato che devono andare a Vaitape ci diamo appuntamento per il pomeriggio. Dopo pranzo tornano a farci visita. Sono mesi che non incontriamo altri girovaghi, dato che in questa stagione qui in Polinesia c’è solo qualche barca di charter, a parte i francesi che di solito sono poco socievoli. Inoltre è l’occasione per rispolverare il nostro inglese dopo mesi di francese. Anche loro hanno voglia di chiacchierare e socializzare e visto che non parlano francese sono in crisi di astinenza.

Ci invitano a cena su Ariel ed è la fine dei nostri sonni tranquilli. A bordo anche loro hanno un modem da connettere alla radio per ricevere e spedire e-mail direttamente dalla barca. Il loro funziona benissimo, mentre noi il nostro non siamo mai riusciti a farlo funzionare. Chuck ci confessa un suo trucco: si sveglia tutte le notti, quando la propagazione è migliore e il traffico più leggero, e come un sonnambulo invia e riceve la sua corrispondenza. Rimaniamo d’accordo che questa notte, quando si sveglia, ci chiama sul vhf in modo che possiamo seguire la sua connessione e provare anche noi.

Giovedì

Lorenzo, svegliato dalla chiamata di Chuck si alza alle 3
a fare le prove con il modem. Il nostro continua a non funzionare e dopo mezz’ora
se ne torna a letto frustrato e con “il sonno rovinato”. Passiamo
la giornata a finire di riparare la capottina e a studiare il manuale del modem.
Chi l’avrebbe pensato che saremmo finiti a Bora Bora a studiare un manuale?
Noi siamo entrambi laureati in informatica e ci eravamo ripromessi, dopo anni
di studio e lavoro, di prenderci una pausa. Comunque, nonostante tutti i nostri
sforzi continua a non funzionare e ormai è diventata una questione di onore.

Venerdì

Questa volta è Annalisa che si alza a fare le prove, ma senza
alcun progresso.
Facciamo un “salto” in paese con il gommone e Jill viene con noi così
gli facciamo da interpreti all’ufficio postale. Sta aspettando un pacco da mesi
e nessuno sa dove sia finito. Proviamo a connetterci a internet al bar, ma la
connessione è terribilmente lenta e ci rinunciamo.

Tornando in barca invitiamo i nostri amici a cena, ma Jill risponde che questa
sera c’è un “pot luck” insieme agli equipaggi di altre due barche
americane appena arrivate. Rispondiamo, volentieri, ma che cos’è un pot luck?
Ce lo spiega: ognuna cucina un piatto si mette poi tutto sul tavolo e si mangia
tutti insieme. Chiaramente ognuno si porta i propri piatti, posate e beveraggi,
così chi ospita non si trova con un mucchio di piatti da lavare. La particolarità
del pot luck e che nessuno sa cosa fanno gli altri, così a volte possono esserci
delle sorprese. Jill ci racconta di una volta in cui tutti hanno fatto le patate.
Capito lo spirito della cena andiamo sulla barca più grande con una pentola
di polpette di pesce con piselli e qualche birra.

Sabato

Dato che dobbiamo riempire due bombole di gas e che qui a
Bora Bora non ce le riempiono, dovremmo andare a Raiatea, ma il vento è contrario
e non abbiamo voglia di bolinare, rimandiamo a domani!
Lavoriamo fino alle 3 poi andiamo a pescare. Oggi c’è una fortissima corrente
che porta verso la passe e sperimentiamo un nuovo tipo di pesca. Trainando il
gommone ci lasciamo trascinare dalla corrente, in questo modo riusciamo ad avvicinarci
ai pesci senza praticamente muoverci. Essendoci corrente, c’è anche molto nutrimento
in acqua e i pesci sono numerosissimi. Arrivati alla passe abbiamo fatto un
bel bottino, saliamo in gommone e ce ne torniamo indietro a motore.