Carnevale di Papeete

dal 18/10/98 al 24/10/98

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Carnevale di Papeete

Domenica

Bella giornata. Sole, poco vento e acqua trasparente, e si vedono i pesci nuotare sotto la barca. Proviamo a pescare con la lenza, ma i pesci “cittadini” sono furbi e non beccano. Passiamo almeno due ore in acqua ad ammirare i coralli ed i pesci della barriera corallina.

Lunedì

Passiamo la mattinata al centro commerciale facendo la spesa e qualche telefonata. Questa settimana abbiamo deciso di non lavorare troppo, dato che la prossima settimana andremo in cantiere.

Martedì

Di prima mattina Lorenzo ha appuntamento con il dentista. Ritorna con una brutta notizia. Ci vogliono quasi 1500$ per sistemare un dente! Per ora si è fatto mettere una “toppa”, poi si vedrà. Andiamo a spedire un fax per ordinare un nuovo gommone in Nuova Zelanda, dato che quello che abbiamo sta morendo. Tornando il fuoribordo non parte, ci tocca farci una bella remata.

Mercoledì

Smontiamo tutto il fuoribordo, ma non troviamo niente che non vada bene, in ogni modo si rifiuta di accendersi.
Ci rilassiamo un po’ andando, a remi, a prendere un aperitivo dal nostro nuovo vicino di barca. Si chiama Tom, è norvegese ed è lo skipper di “Felice”, una bella barca di 15 metri. Lui ha studiato per diventare regista cinematografico e durante i suoi viaggi realizza dei documentari che poi vende alla televisione norvegese. Tra l’altro un suo cortometraggio ha vinto il primo premio alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Giovedì

Questa
sera inizia il carnevale di Tahiti. Nessuno sa perché hanno deciso di festeggiarlo
alla fine d’ottobre, qui ogni scusa è buona per fare festa. Oggi c’è la prima
sfilata del re e della regina seguita da qualche carro, sabato poi ci sarà la
gran festa finale.

Dato che andiamo a Papeete ne approfittiamo per fare un salto in tribunale.
Un amico francese ci ha dato la fotocopia di un articolo del giornale locale
in cui si dice che un italiano, un certo Procacci, sei anni fa’ è stato arrestato
per non avere il visto, ma poi al processo ha vinto. Quindi andiamo in tribunale
per chiedere una copia della sentenza. In tribunale ci scontriamo subito con
la burocrazia Franco-Polinesiana. Per avere la sentenza bisogna scrivere una
lettera al Procuratore Generale ed aspettare. Torneremo domani con la lettera.

Venerdì

Qualche lavoretto e scriviamo la lettera a “Monsieur le Procureur de la Republique”.

Sabato

Serata finale del carnevale. Non abbiamo un grande entusiasmo,
dato che siamo rimasti delusi dalla sfilata di venerdì, e così arriviamo quando
i carri stanno già sfilando e le strade sono piene di gente. Purtroppo in Polinesia,
e non solo, la festa è associato con il bere e già alle 19 ci sono decine di
ragazzini ubriachi che schiamazzano per le strade. Con quello che costano gli
alcolici chissà dove hanno trovato i soldi!

Riusciamo ad infilarci tra la folla davanti al palco. Il/la (è un travestito
o rere in polinesiano) è vestito con uno sfarzoso costume verde con una grande
corona di petali giganteschi attorno al collo. Ogni gruppo rappresentante un
quartiere di Papeete o un’isola è preceduto dal proprio carro mascherato e tutti
sono vestiti con lo stesso costume rappresentante un fiore. Lungo il percorso
ballano un misto tra tamurè e samba. Ogni gruppo ha i suoi rerè, che indossano
sempre abiti molto eleganti e chiudono il corteo sempre molto applauditi dalla
gente. I travestiti fanno parte della cultura polinesiana e sono normalmente
accettati ed integrati. Ogni famiglia allargata ne ha uno e si vedono spesso
fare la spesa o provarsi i vestiti nei negozi insieme alle donne.
La serata finisce con mezz’ora di fuochi di artificio iniziati in ritardo per
evitare di abbattere un aereo proveniente dall’Australia.