Natale a Papeete

dal 20/12/98 al 26/12/98

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Natale a Papeete

Domenica

La depressione tropicale è passata e finalmente ci si può rilassare un po’. Riprende la vita sociale tra gli equipaggi e tutti sono visibilmente rilassati perché la depressione non si è trasformata in ciclone.

Lunedì, Martedì, Mercoledì

Preparo la barca per l’arrivo di Annalisa, Daniela ed Alessandra che avverrà il 26 dicembre. Con loro, se il tempo lo permetterà andremo a fare una crociera alle Tuamotu.

Giovedì

È la vigilia di Natale e Papeete è tutta infiocchettata.
Al supermercato c’è una ressa incredibile, la gente, in preda all’euforia, compra
a piene mani di tutto: dallo champagne ai computer!

Passo la serata insieme ai pescatori di tonni. Avendomi visto solo mi hanno
invitato alla loro festa, che consiste nel bere delle birre davanti alle loro
barche e nel ridere e scherzare. Sono simpatici e facciamo degli interessanti
scambi culturali: loro mi insegnano, con scarsi risultati da parte mia, il tahitiano
io, su loro richiesta gli parlo della situazione in Yugoslavia e della vita
in Italia.
La lingua tahitiana è veramente difficile e le parole hanno una particolare
proprietà: si dimenticano esattamente 10 secondi dopo averle pronunciate. Ci
sono pochissime consonanti e tantissime vocali ed evidentemente il mio cervello
non è “programmato” per memorizzarle; in tutta la serata riesco a malapena ad
imparare a contare fino a cinque! Essendo pescatori, si parla anche di pesce,
di come catturarlo e cucinarlo.

Venerdì

Natale passato a poltrire e fare le ultime pulizie e sistemazioni.

Sabato

Alle 4.45 sono già all’aeroporto, ma Daniela e Alessandra
sull’aereo non ci sono.
Alle 6 arriva Annalisa, poi facciamo un paio di telefonate in Italia per informarci
della sorte delle due disperse. Nessuno sa niente, l’ufficio dell’Air New Zealand
è chiuso e non possiamo fare altro che tornare in barca e aspettarle. Per fortuna
gli avevamo spiegato come raggiungere il nostro ancoraggio.
Arrivano a mezzogiorno trafelate e piene di bagagli. Hanno perso l’aereo a Los
Angeles perché questo, incredibilmente, è partito con un anticipo di un ora
e mezza sull’orario scritto sul biglietto. Passiamo il pomeriggio a chiacchierare
e a sistemare tutte le cose che ci hanno portato.