Ritorno a Papeete

dal 15/11/98 al 21/11/98

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Ritorno a Papeete

Domenica

Domenica di riposo, non andiamo neanche a pescare perché c’è troppa corrente.

Lunedì

Giornata pessima sia dal punto di vista meteorologico, piove con forti raffiche di vento e temporali. Perdiamo tutto il giorno per aspettare il fax di conferma della prenotazione. Quando poi arriva ci accorgiamo che quelli della Corsair a Papeete hanno fatto un po’ di casino e non ci hanno prenotato il ritorno nella data desiderata. Non sono molto affidabili, i prezzi cambiano di giorno in giorno e ormai ci conviene prendere un volo di linea. Domani facciamo un altro giro di telefonate per vedere di trovare qualcosa di meglio.

Martedì

In
mattinata concludiamo la prenotazione dei biglietti per l’Italia, finalmente
siamo liberi di andare qualche giorno nella costa est di Bora Bora che ci hanno
detto essere molto bella. Non ci vanno molte barche da quella parte perché per
arrivarci bisogna fare un po’ di slalom tra i coralli e passare alcuni punti
di fondale basso. Noi ci passiamo tranquilli, il nostro ecoscandaglio non ci
segnala mai meno di cinque metri e anche se con l’acqua trasparente sembra quasi
di toccare andiamo via spediti fino … ad arenarci su un banco di sabbia vicino
alla spiaggia davanti all’ancoraggio. Abbiamo capito subito il problema, l’ecoscandaglio
non funziona bene e segna tre metri di profondità in più del reale. In effetti,
lui funziona, siamo stati noi che per errore cercando di inserire l’allarme
di profondità, abbiamo aggiunto i tre metri. Per fortuna ci siamo arenati sulla
sabbia bianca e con un colpo di marcia indietro ci liberiamo e ci andiamo ad
ancorare vicino alle altre due barche.
Beh, se non altro abbiamo fatto tutto il percorso sulla costa est con pochi
decimetri d’acqua sotto la chiglia senza alcuna preoccupazione! Il posto è molto
bello, con l’acqua trasparente su un fondale di sabbia bianca, da una parte
le isolette piene di palme da cocco e dall’altra lo splendido picco di Bora
Bora.

Mercoledì

Sveglia all’alba per fotografare il picco di Bora Bora che si specchia sulla laguna; ne valeva la pena perché la vista è da lasciare senza fiato.
Dopo colazione andiamo con il gommone a vedere il famoso giardino di corallo. Dato che si trova in una piccola passe che mette in comunicazione la laguna con l’oceano, la corrente è forte quindi la cosa migliore è di camminare fino all’oceano, poi lasciarsi trascinare dalla corrente. La cosa è suggestiva, sembra di volare sui coralli e senza alcuna fatica! Dato che non costa niente (ancora per poco visto che a Bora Bora ti farebbero pagare anche l’aria) ci facciamo due giri.

Giovedì

Il vento è girato a nord ovest ed è buono per andare a
Tahiti, così dato che di solito bisogna bolinare duramente, ne approfittiamo
e in fretta e furia partiamo. In questo modo Annalisa può anticipare la partenza
per l’Italia di una settimana così da avere un po’ più di tempo a casa.
Il vento ci abbandona al calar del sole e ci facciamo quasi tutta la notte a
motore. All’orizzonte la notte è piena di lampi e la cosa ci rende un po’ inquieti,
ma da noi il tempo è bello.

Venerdì

Navighiamo tutto il giorno con lo spinnaker, facendo lo slalom tra i groppi. Alle 19 quando siamo davanti a Moorea il vento da nord ovest inizia a rinforzare ed arriviamo nel porto di Papeete prima di mezzanotte che c’è quasi burrasca.

Sabato

Annalisa riesce ad anticipare la partenza e domani se ne ritorna in Italia. Lorenzo la seguirà tra una settimana, in modo da minimizzare il tempo in cui lasceremo la nostra barca ad un corpo morto. Giornata passata affannosamente a preparare le valige con tutte le cose da portare a casa e la lista delle cose da acquistare o fare in Italia.