Tahaa e Bora Bora

dal 7/03/99 al 13/03/99

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Tahaa e Bora Bora

Domenica

Oggi
facciamo i turisti. Andiamo nella baia successiva in una coltivazione di ostriche
perlifere dove pubblicizzano di far vedere tutto il ciclo produttivo. In realtà
fanno un po’ di scena, dicendo anche parecchie balle, solo per cercare di vendere
qualche perla, magari delle Tuamotu.
Ci spostiamo nella parte nord di Tahaa e prendiamo un corpo morto davanti ad
un bel motu su cui risiede l’hotel Vahine. Il tempo è migliorato e la laguna
bianca si è accesa con tutte le sue sfumature dal bianco al blu. Andiamo a fare
un giro sul motu, per prendere qualche cocco.

Lunedì

Nonostante il posto sia bello decidiamo di approfittare del
bel tempo e di andare a Bora Bora. Il mare è abbastanza calmo il vento è forte
e facciamo una bella traversata, apprezzata anche da Monica che di solito non
era molto entusiasta della navigazione oceanica. Arriviamo a Bora Bora verso le 4 ed il comitato di accoglienza è stupendo:
un grosso branco di delfini che salta e gioca facendo le piroette in aria intorno
a noi. E’ sempre una gioia vedere questi animali e per i nostri amici, che li
vedono dal vivo per la prima volta è veramente un’emozione.
Ci ancoriamo subito dopo la passe dietro il motu Toopu, che è uno dei pochi
posti a Bora Bora dove gli hotel si vedono da lontano. C’è una luce bellissima
e approfittiamo subito per andare sul motu Tabu per fare un po’ di foto e goderci
il tramonto. Nei tempi antichi era proibito per le persone normali andare sul
motu Tabu (tabu è una parola di origine polinesiana) e solo i sacerdoti potevano
accederci. Ora ci si fermano le decine di piroghe che fanno il giro dell’isola
cariche di turisti per fare il barbecue ed è tabù per la gente normale come
noi. Per fortuna ora è tardi, sull’isola non c’è nessuno e l’isoletta è tutta
per noi.

Martedì

Il tempo sembra essersi guastato ancora e ci svegliamo con
groppi e colpi di vento. Visto che non possiamo fare vita balneare ci spostiamo
davanti al villaggio di Vaitape, almeno possiamo andare a fare una passeggiata.
Dato che il fondale è molto profondo, siamo costretti ad ancorarci vicino al
reef e quindi Annalisa rimane a bordo di guardi, in caso di un giro di vento
e gli altri vanno a fare spese. Veniamo colti da un lungo e violento acquazzone
e siamo costretti a rifugiarci nella palestra di una scuola, dove si sta tenendo
un torneo di pallavolo, per aspettare che si plachi.

Mercoledì

Ancora brutto tempo. Questa notte ci sono state delle raffiche
fortissime e ci siamo dovuti svegliare parecchie volte per controllare che l’ancora
tenesse.

Dato che non sappiamo come sbatterci andiamo a vedere la lussuosissima gioielleria
che si trova nel centro del villaggio. Ha dei prezzi inavvicinabili, se non
per i ricchi croceristi americani, però ha una simpatica commessa di origine
italiana che ci racconta un po’ della sua storia. Lei con suo marito è arrivata qui nel 1978 al seguito della troupe di Dino de Laurentis per girare il film “Uragano”. Il marito era responsabile degli effetti speciali. Alla fine delle riprese si sono innamorati di Bora Bora e hanno deciso di stabilirsi qui. Il marito è rimasto a gestire il Sofitel, il classico hotels con bungalows sulla laguna, che era stato costruito per accogliere la troupe e lei per passatempo vende le perle. Dei loro due figli uno organizza trekking sulla montagna e l’altra balla il tamurè negli spettacoli che si tengono tutte le sere negli alberghi.

Torniamo in barca, il tempo sembra darci un attimo di tregua e ne approfittiamo per spostarci nella parte est dell’isola. Un groppo ci coglie in pieno durante il tragitto, che è piuttosto tortuoso e pieno di bassi fondali, e ci offre una lunga doccia fredda. Ci ancoriamo in 3 metri vicino al lussuoso hotel Le Meridien, il cielo rimane nuvolose e toglie molto del fascino di questo angolo di paradiso.

Giovedì

La notte stellata aveva acceso le nostre speranze, ma al risveglio il cielo è ancora nuvoloso. I groppi si alternano a schiarite per tutta la mattina.
Ci spostiamo nell’angolo sud est, dove la laguna si insabbia e dove una passe mancata, crea quello che è chiamato il giardino dei coralli. Andiamo subito a vederlo. Data la forte corrente si cammina fino quasi all’oceano, poi ci si lascia trasportare dalla corrente godendosi il panorama. Purtroppo non abbiamo considerato la marea, ora c’è la bassa e l’acqua è piuttosto bassa. la corrente è debole e ci graffiamo tutte le ginocchia, Annalisa mette anche un piede su un riccio e si riempie un dito di spine. Comunque i coralli sono belli e vediamo anche uno strano pesce trombetta che non avevamo mai visto prima.

Tornando in barca ci coglie l’ennesimo groppo. Questo è violentissimo, e l’acqua che ci scarica addosso è gelata. Ci riscaldiamo con una bella cioccolata in tazza!

Venerdì

Domani Mauro e Monica partono e contro ogni aspettativa il tempo concede loro una tregua. Nonostante il meteofax ci dice che siamo tra una depressione e un tempesta tropicale (venti superiori a 50 nodi) c’è il sole, anche se il cielo è un po’ velato, che permette a Monica di fissare l’abbronzatura e di farci una bella passeggiata sui motu. Prima del tramonto ci spostiamo un po’ più a nord, così se il tempo dovesse deteriorarsi siamo liberi dalla zona dei bassi fondali. La cena di addio prevede nastrini fatti in barca con un ricco ragù. La serata è anche allietata dai canti che giungono dallo spettacolo che si sta tenendo nel vicino hotel Le Meridien.

Sabato

Nonostante il tempo ci stia regalando gli ultimi sprazzi di sole prima della burrasca leggiamo negli occhi dei nostri amici una grande tristezza. E’ il loro ultimo giorno con noi e a quanto pare non hanno nessuna voglia di tornare a casa.

Restiamo davanti al Meridien fino a mezzogiorno poi ci spostiamo a Vaitape da dove il catamarano parte per l’aeroporto (che si trova su un motu) alle 4. Salutati i nostri amici andiamo a fare un giro a Vaitape. Qui si sta svolgendo un torneo di bocce, la piazza principale è stata divisa in tanti campi, c’è un’orchestrina che suona musica polinesiana e decine di uomini che giocano o discutono le varie partite.

Noi siamo preoccupati per l’arrivo della burrasca, quindi facciamo in fretta la spesa e cerchiamo di informarci su quale sia l’ancoraggio migliore. Alla radio hanno annunciato venti fino a 50 nodi da sud est e dopo aver chiesto consiglio in giro ci andiamo ad ancorare dietro il motu Toopua, il posto di Bora Bora che a noi piace di più e che speriamo ci offra una sufficiente protezione. La notte passa tranquilla.