Traversata Galapagos – Marchesi

dal 07/06/98 al 13/06/98

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Traversata Galapagos – Marchesi

Domenica

Brutta notte!Alternanza di colpi di vento con scrosci d’acqua e calme che fanno sbattere levele, dormiamo poco e male. A metà mattina il cielo si pulisce ed il vento giraa sud est. Sara la volta buona che abbiamo trovato i mitici alisei?

Lunedì

Niente da fare.Stessa storia ma questa volta è burrasca. Per tutta la notte voliamo conl’olimpico e la randa con tre mani. Le onde sono enormi e vengono da duedirezioni diverse e spesso rompono sulla coperta con grossi boati e scroscid’acqua. Forse bisognerebbe cambiare il fiocco, ma è notte, piove, e cosìandiamo forte e Lorenzo non ha voglia di andarsi a fare il bagno a prua tra leonde che spazzano la coperta. Alla media di 7 nodi durante una sbandata causatada una grossa onda trasversale il timone a vento per riportare la barca inrotta rompe il cordino di comando. Per fortuna il cordino è lungo e in 10minuti lo aggiustiamo con un paio di nodi. Se non altro all’alba il cielo èpulito ma ora che si può vedere il mare fa’ veramente impressione. C’è unastrana aria da oceano australe, come se fossimo a Capo Horn, invece siamo a 5°sud.

Martedì

Il mare è ancora
grosso. Abbiamo leggermente modificato la rotta per prendere le onde al
giardinetto, ma ogni tanto una coppia di onde organizzate a delinquere
distrugge la fragile stabilità. La prima gira la barca di 50° – 60° la seconda
arriva immediatamente piombando su di noi. C’è il sole e andiamo forte, abbiamo
anche la corrente favorevole che ci aiuta, ma siamo stufi. All’interno della
barca non si riesce a fare niente, neanche a dormire. Cucinare è un impresa
difficile e rischiosa.

Mercoledì

Il mare è sempre
ben formato, o meglio mal formato, le onde sono sempre grosse e confuse, ma
fortunatamente le onde maligne che rompono sulla coperta non ci sono più. La
burrasca sembra finita e pian piano ricominciamo a fare una vita un po’ più
umana. Il cielo è pulito e a metà giornata il vento cala e sostituiamo il fiocco
con il genoa, così riusciamo a mantenere la media dei 6.5 nodi. Poi il vento
cala ancora e con lui anche la velocità. Siamo stanchi di sballottare e abbiamo
iniziato a fare il conto alla rovescia sulla presunta data di arrivo. Vedere
diminuire la velocità significa ritardare l’arrivo. Le vele sbattono, dovremmo
tangonare il genoa, ma rimandiamo a domani. Siamo pigri e stanchi.

Giovedì

Il mare è
diventato sopportabile, ma il vento è calato e con lui anche la velocità. Siamo
con il genoa tangonato e vento al traverso. Facciamo il pane e la pizza che ci
divoriamo come affamati del Biafra. Dopo giorni di pastine liofilizzate,
finalmente qualcosa di solido e saporito!
Tiriamo fuori lo spinnaker, ma poi mentre lo stiamo issando ci guardiamo in
giro: ci sono dei nuvoloni, c’è un’aria che non ci inspira e lo ritiriamo giù.
La sera alla radio sentiamo Peppino che con voce affranta ci dice che ha perso
lo spinnaker in mare. Si sono fatti prendere da un colpo di vento, lo spi si è
incaramellato e per evitare di tirare giù l’albero hanno mollato la drizza. Lo
spi è finito in acqua e nonostante abbiano cercato di tirarlo su per due ore
non c’è stato niente da fare. Poi cercando di agganciarlo con un altra drizza
gli si è aperto il moschettone della scotta e lo hanno visto sparire nel blu.

Venerdì

Sole, qualche
nuvola ed il solito rollio. Dato che Lorenzo non riesce a dormire di giorno
abbiamo cambiato i turni di guardia: Lorenzo fa dalle 20 alle 23, poi Annalisa
rimane sveglia fino alle 4 e quindi poi dorme tutta la mattina.

Sabato

Durante la notte
è piovuto ma il vento non ha rinforzato. All’alba il cielo è completamente
coperto, ma poi il sole uscendo dissolve tutte le nuvole e ci si presenta una
bellissima giornata. Oggi siamo decisi a pescare, così all’alba Annalisa butta
la traina e dopo poco un bel dorado abbocca, giusto due abbondanti razioni di
dorado con latte di cocco piselli e carote! Per radio iniziamo a prendere i
primi contatti con le barche italiane che sono in Pacifico.