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Diario / Oceano Atlantico / Gambia e Isole di Capo Verde |
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dal 30/11/97al 06/12/97 27 Fine della discesa del Gambia e navigazione verso Capo Verde Domenica Oramai siamo un po' stanchi di fiume e acqua marrone, così forziamo un po' le tappe. Smotoriamo fino all'una, poi ci riposiamo un oretta e ripartiamo, anche se la corrente e contraria. Alle 15 contro ogni nostra aspettativa la corrente ridiventa favorevole, così decidiamo di continuare fino al tramonto. Alle 18.30 siamo a Devil Point e visto che la corrente è forte e a favore, decidiamo di fare un'altra mezz'ora. Un magnifico tramonto annuncia la fine della giornata. L'allarme del profondimetro suona, e in un attimo la profondità scende a 2 metri; allarmati ci allontaniamo verso il centro del fiume e guadagniamo qualche decimetro. Proseguiamo tenendosi sempre al centro, non fidandoci di andare sul lato sinistro visto che ci sono due alberi di un vecchio veliero affondato che spuntano sinistri. Dopo poco con nostro disappunto la profondità cala a 1,5m e in teoria dovremmo toccare, ma probabilmente ci sono delle alghe o del fango soffice. Non riusciamo a capire se conviene spostarsi a destra o a sinistra, diminuiamo la velocità e dopo poco siamo fermi, infangati! Mettiamo la marcia indietro e cerchiamo di tornare sui nostri passi, verso Devil Point. Purtroppo è quasi notte e non è facile ripercorrerla stessa rotta di prima. Inoltre la marea stà calando, così se si rimane insabbiati, bisogna aspettare la marea montante la mattina dopo: non è una bella prospettiva. Nonostante il profondimetro segni 1,1 metri continuiamo ad andare avanti, anche se percepiamo che stiamo arando il fiume. Passiamo 10 brutti minuti dragando il fondo poi per fortuna la profondità ricomincia a salire e riusciamo a raggiungere Devil Point dove ci ancoriamo in 10 metri di profondità. La sera sentiamo Greg per radio e visto che lui è l'unico che ha la carta del fiume gli chiediamo dove è il passaggio. Dovevamo passare vicino al relitto, sulla sinistra del fiume. Lunedì Mattina con cielo limpido e sole già caldo. Titubanti iniziamo la discesa, ma questa volta seguendo le indicazioni di Greg, non abbiamo nessun problema. Il nostro fisico inizia a reagire alle numerose punture di insetti, e siamo pieni di macchie rosse dovute alla reazione. Per evitare di scarnificarsi per il prurito siamo costretti a prendere una bella dose di antistaminici. Prima di arrivare a Banjul, vogliamo visitare un altro villaggio, così arrivati davanti a Tendaba ci ancoriamo e raggiungiamo la riva con il gommone. Appena vicini a riva si è già radunato il comitato di accoglienza, composto da una decina di ragazzini. Il più sveglio si offre di farci da guida; purtroppo notiamo subito che il turismo ha già fatto i suoi danni infatti dopo poco iniziano a chiederci soldi. Vediamo passare Dream Weaver e la corrente è diventata favorevole, così diciamo che dobbiamo andare e battiamo in ritirata. Ci rimangono male, ma le richieste erano veramente ossessive. Martedì Per entrare a Oyster Creek bisogna sfruttare l'alta marea, altrimenti non c'è una profondità sufficiente, inoltre non c'è la luna, quindi l'escursione di marea è massima. Dobbiamo essere all'entrata del Creek alle 10,40, così ci facciamo le 15 miglia mancanti contro corrente e arriviamo appena in tempo. Dream Weaver, ci sta aspentando all'entrata e appena arriviamo iniziamo a seguirli dentro il creek. Il fiumiciattolo si snoda contorto tra le mangrovie fino ad arrivare al mare e ad ogni ansa c'è una secca, così bisogna seguire al metro la mappa di cui abbiamo le fotocopie. Derrik si offre di fare l'apripista, così per noi è facile: basta seguirlo. Alla foce troviamo ancorate alcune barche, tra cui Caviar che fa gli onori di casa e ci spiega come funzionano le cose. Mercoledì
Giovedì Dormiamo malissimo, forse a causa della corrente e delle onde che hanno sbatacchiato al barca per tutta la notte. Oggi si parte e a mezzogiorno al culmine dell'alta marea percorriamo in senso inverso Oyster Creek e ci fermiamo davanti al porto di Banjul in attesa della marea uscente. Venerdì Notte orrenda. Sabato Notte con vento sui 25-30 nodi al traverso, con due mani alla randa e l'olimpico filiamo a quasi 7 nodi con il vento al traverso. Ogni tanto un onda più grossa rompe sulla tuga e sentiamo degli enormi scrosci d'acqua. Ci stiamo riprendendo dalla batosta di ieri, e anche se siamo molto deboli stiamo abbastanza bene. Passiamo il giorno a leggere i libri di medicina che abbiamo a bordo. Con i sintomi che abbiamo avuto potremmo avere almeno la metà delle strane malattie tropicali elencati nei libri. Meglio non pensarci e comunque siamo convinti che sia stata la pillola antimalarica. Ci rinfranca un bellissimo tramonto infuocato. |
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