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Diario / Sud Est Asiatico / Thailandia |
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dal 19/12/99 al 25/12/99 134 Phuket Domenica Giornata di relax in barca. Ritroviamo i nostri amici brasiliani Gina e Wilmar di Journal,
incontrati alle Marchesi. Passiamo il pomeriggio a chiacchierare. Loro hanno
passato la scorsa stagione dei cicloni in Australia, a Brisbane e non sono stati
per niente contenti della scelta. La vita è cara e poi per sei mesi sono stati
chiusi in marina, dato che là i cicloni sono frequenti e distruttivi. Lunedì
Scopriamo un altro posto in cui pranzare con carne di anatra alla brace e insalata. E’ un carretto con un barbecue parcheggiato vicino a quattro tavolini. Quando ci portano il conto ci vergogniamo: meno di 4000 lire in due. Martedì Per modificare il genoa dobbiamo misurare lo strallo di prua. Annalisa va sull'albero ma c'è un vento piuttosto forte e non riusciamo a tendere il nastro del metro. Prendiamo una misura approssimata, e poi andiamo dal velaio con il genoa e ci accordiamo per le modifiche. Passiamo poi il pomeriggio al Suda Bar a chiacchierare con Wilmar e Gina e con gli altri equipaggi delle numerose barche ferme a Ao Chalong. Phuket è un punto di incontro obbligato per le barche che fanno il giro del mondo, come Gibilterra e Panama, ed è l'occasione per conoscersi, scambiarsi racconti di viaggio, consigli e specialmente carte e guide per le destinazioni future. La maggior parte delle barche partiranno nei primi giorni di gennaio diretti verso il Mar Rosso, ne troviamo solo un paio che come noi andranno invece nell'Oceano Indiano del sud. Mercoledì Questa notte è arrivato il monsone di nord est! Soffia forte, sui 25 nodi, e l'ancoraggio è poco confortevole. Rimaniamo in barca per mettere un po' d'ordine e fare il bucato. Poi alle 16 abbiamo la pessima idea di scendere a terra. C'è la luna piena e le maree sono alla massima escursione. Ora c'è la bassa marea e per arrivare in spiaggia ci tocca camminare per 50 metri nella melma nera e schifosa. I piedi sprofondano fino al polpaccio ed in pochi passi ci troviamo tutti sporchi. Non sappiamo se ridere o piangere, mentre chi ci sta’ guardando se la spassa. Ci guardiamo un film da Suda, un piatto di zuppa piccante e poi torniamo in barca, bagnandoci tutti per le onde e gli spruzzi sollevati dal vento. Giovedì Giornata di lavoro. Affittiamo un motorino e iniziamo a girare
per la città cercando di sfoltire l’inesauribile lista delle cosa da fare, da
comprare o da aggiustare. Ci ritagliamo un paio d’ore per andare a vedere una cascata all’interno dell’isola. La cascata, quasi secca è immersa in un piccolo parco lussureggiante che ci lasci immaginare come dovesse essere l’isola di Phuket prima che fosse disboscata quasi completamente per fare spazio alle piantagioni di alberi di caucciù. Queste piantagioni sono ancora presenti, anche se molte non sono più operative non essendo più vantaggiose dal punto di vista economico. Tornando verso “casa” passiamo a ritirare le vele e con due grossi sacchi percorriamo i cinque chilometri fino ad Ao Chalong carichi in stile locali. Infatti non tutti hanno la macchina e spesso si vedono intere famiglie su uno scooter . Venerdì E’ quasi natale, ma girando per le strade non si avverte affatto. I tailandesi sono in maggioranza buddisti e, per ora, non sono ancora stati investiti dal consumismo natalizio. Solo chi lavora con i turisti ha esposto un festone con scritto “Marry Christmas and Happy New Year”, sono tutti uguali, evidentemente forniti dal locale ufficio per il turismo. Nel pomeriggio percorriamo in scooter i trenta chilometri fino all’aeroporto dove andiamo a ricevere Nelly e Matteo che arrivano dall’Italia. Sono in anticipo, ma purtroppo come spesso succede, le valige sono rimaste per la strada e arriveranno prossimamente. Sabato Buon Natale! Passiamo la giornata in barca a chiacchierare, mangiare e bere. Nel pomeriggio ci raggiungono anche Wilmar e Gina e in un'atmosfera festosa. Finiamo il pomeriggio con degli ottimi tagliolini con i gamberi. |
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