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dal 10/01/99 al
16/01/99
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Rangiroa
Domenica
Ultima
passeggiata sul reef di Tikeau. Ci divertiamo a fare le foto ai piccoli squaletti
che si procacciano il cibo nelle acque basse e trasparenti delle "hoa"
(i fiumicelli di acqua salata che dividono le isolette dell'atollo. Sembra che
non ci vedano molto, ma sono sensibilissimi alle vibrazioni dell'acqua. Infatti
se ci avviciniamo camminando sulla terra riusciamo quasi a toccarli, mentre
se camminiamo nell'acqua scappano subito. Quando si accorgono di noi scappano
con degli scatti fulminei nuotando velocissimi in 10 cm d'acqua. Nel primo pomeriggio,
nonostante il tempo non prometta niente di buono, partiamo per Rangiroa visto
che Daniela e Alessandra hanno l'aereo fra un paio di giorni. Riusciamo ad uscire
dalla passe cinque minuti prima dell'arrivo di un nero groppo. Il cielo è coperto
e si preannuncia una notte movimentata.
Lunedì
Per tutta la notte boliniamo tra i groppi che a volte sono
violentissimi e ci costringono a levare, con la falchetta in acqua, anche il
piccolo fiocco. Seguiamo i groppi con il radar, in modo da essere pronti per
il colpo di vento associato e a volte siamo completamente circondati. Verso
le 4 i groppi si diradano e ci permettono un breve riposo prima di entrare nella
passe di Rangiroa. Questa passe che si chiama Avatoru è grande e sembrerebbe
facile, però essendo la laguna dell'atollo enorme, le correnti di marea sono
forti e creano strani effetti. La vista della barca spiaggiata non ci mette
certo di buon umore, ma la corrente non è fortissima e percorriamo la passe
facilmente. I problemi li incontriamo appena dentro la laguna proprio appena
abbiamo iniziato a rilassarci. Senza nessun preavviso entriamo in una zona dove
la corrente di marea uscente crea delle onde alte e ripide. La nostra prua affonda
dentro le grosse onde ed è come essere in burrasca, ma senza vento. Diamo tutto
motore e a fatica contro la corrente che ora ha raggiunto i 5 nodi riusciamo
ad uscire dalla zona di bassi fondali che probabilmente causano queste onde.
Ripresici dai brutti 5 minuti, a motore contro vento percorriamo le cinque miglia
fino all'ancoraggio che è sufficientemente protetto. Rangiroa è l'atollo più
grande delle Tuamotu ed è anche la capitale di questa regione. Qui si trova
l'ospedale la gendarmeria e le scuole superiori. Nel pomeriggio affittiamo due
scooter e facciamo un giro per l'unica strada di Rangiroa lungo una decina di
chilometri e che unisce il villaggio di Avatoru con la seconda passe, Tiputa.
Cena di addio a base di crespelle ai funghi porcini.
Martedì
Sveglia alle cinque. Assonnati carichiamo gli innumerevoli bagagli di Daniela e Alessandra e Lorenzo le accompagna all'Hotel Kia Ora, dove devono prendere il bus per l'aeroporto. Giornata di relax e riposo.
Mercoledì
Facciamo un po' di pulizie. Oggi arrivano Gigi e Patrizia,
quindi li andiamo a prendere in gommone all'aeroporto. Dall'ancoraggio ci sono
4 miglia e dato che non c'è vento l'acqua è calma, trasparente e piena di vita,
quindi mentre andiamo ci ammiriamo anche i fondali. Confronto gli altri atolli,
Rangiroa è molto più popolata e la costa interna sulla laguna è piena di casette.
I nostri amici atterrano puntualissimi e sono entusiasti sia della vista dal
cielo che da quella da terra. Carichiamo il gommone con i bagagli e torniamo
in barca. Passiamo il pomeriggio tra una chiacchiera e l'altra.
Giovedì
Bella giornata con sole caldo e poco vento. Gigi e Lorenzo
si avventurano con il gommone oltre la passe, approfittando della poca corrente,
per andare a fare spesa nel villaggio di Tiputa. Dopo un ora, con il gommone
carico la corrente è più forte, ma per fortuna entrante, e a stento riescono
a ritornare all'ancoraggio. Questa mattina è arrivata una nave da crociera e
la spiaggia è invasa da bianchi e anziani turisti tedeschi. Questi "poveretti"
fanno una crociera intorno al mondo fermandosi non più di un giorno nello stesso
posto. Data l'avanzata età media a bordo ci sono due medici e due infermiere
e sono sempre al lavoro. Siamo ancorati davanti al diving di Ugo e verso il
tramonto ne approfittiamo per farci una bella doccia e ammirare il panorama
dalla veranda. L'unica cosa che turba questo paradiso sono le zanzare, quindi
prima del tramonto ci tocca lasciargli il campo e ritornare in barca.
Venerdì
Giornata dedicata ad un immersione nella famosa passe di
Tiputa. Aspettiamo l'ora opportuna, quando la corrente si inverte da uscente
a entrante e poi ci buttiamo nel fiume di acqua trasparente letteralmente pieno
di pesci. Dato che ci sono parecchi diving che portano i turisti i pesci sono
abituati a ricevere del cibo, quindi appena ci buttiamo in acqua veniamo assaliti
da nuvole di pesci colorati. Anche noi ci siamo portati del pane secco e ce
lo strappano letteralmente dalle mani. Dato che la corrente e quasi nulla nuotiamo
fino al centro della passe, così quando arriverà la corrente entrante ci faremo
trasportare dentro.
Qui i pesci sono di taglia più grossa e c'è anche qualche squalo. Il pesce più
molesto è un grosso pesce balestra che a turno ci attacca arrivando a pochi
centimetri dal malcapitato di turno prima di deviare. La scena si ripete più
volte, sembra imbestialito e nonostante gli pinneggiamo in faccia continua a
sferrare i suoi attacchi. Il pesce balestra ha una grossa spina sulla schiena
che erige quando in pericolo, ed una specie di becco sporgente che gli serve
per rompere i coralli. E' noto per la sua irrequietezza e per attaccare e scacciare
tutti i pesci, e non solo, che gli girano intorno. Nonostante gli attacchi,
Lorenzo gli riesce a fare un paio di foto da vicino. Ora la corrente si fa sentire
e ci lasciamo trasportare fino al gommone che sembra galleggiare sui pescetti.
Felici e affamati ce ne torniamo in barca a farci un piatto di pasta. Passeggiatina
pomeridiana che si conclude con una lunga doccia, che per noi è cosa rara e
molto apprezzata, dato che di solito ci laviamo con l'acqua di mare.
Sabato
Il programma di oggi prevede una gita in gommone al villaggio
di Tiputa, ma il fuoribordo ci pianta in asso, così mentre Gigi e Patrizia approfittano
di un passaggio di una barca locale, noi torniamo in barca a cercare di aggiustare
il fuoribordo. Purtroppo la situazione è disperata, si è rotto un pezzo di carburatore
e sicuramente dovremo comprarlo nuovo. Per ora lo aggiustiamo con del fil di
ferro, e nonostante perda benzina, funziona. Conosciamo Punuia, un simpatico
rangiroghese che ha appena preso in gestione un famoso trimarano da regata,
Spirit of Ireland, e che farà del charter nella laguna di Rangiroa. Ci invita
per domani a fare un giro, dato che deve prenderci la mano e ha bisogno di equipaggio.
Accettiamo di volata, il trimarano è bello e sembra velocissimo e poi avremo
l'occasione di girare la laguna con un locale senza doversi preoccupare delle
teste di corallo.
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