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Diario / Caraibi / Venezuela |
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dal 1/03/98 al 7/03/98 40 Cubagua e Tortuga Domenica Giornata dedicata alla sistemazione delle vettovaglie ed al riposo. È domenica e dobbiamo aspettare che domani ci consegnino i documenti per poter partire. Lunedì Ultimi giri, ci dividiamo: Luca e Gabriella al mercato per le verdure, Annalisa al Supermercato per le ultime cose e Lorenzo fa acqua e gasolio e gas. Ci ritroviamo in barca all'una, stanchi ma soddisfatti. Abbiamo fatto tutto meno riempire la bombola del gas. Quello del gas è un problema che affligge tutti i navigatori. Ogni paese ha una bombola con gli attacchi diversi, tutte le volte che si tenta di caricare la propria bisogna trovare il corrispondente raccordo. La nostra è una bombola italiana ed è incompatibile con gli attacchi locali. Ci tocca comprarne un'altra venezuelana, che per fortuna costa poco e ti danno anche il regolatore di pressione. Martedì La navigazione verso Cubagua, un isola a 20 miglia da Margherita, è tranquilla con il vento in poppa. Luca sfodera tutto il suo potenziale offensivo, ben tre canne da pesca, ma non prendiamo niente. L'isoletta è arida e desolata. Sulla spiaggia ci sono le baracche dei pescatori e l’acqua è (non sappiamo perché) molto fredda, 22°C invece dei soliti 28°C. Nella baia c'è uno spettrale relitto di un traghetto, che però da quanto ci ha detto Enzo del Tatanai, è pieno di ostriche. Luca e Lorenzo dopo essersi messi la muta, vanno a vedere e dopo un ora tornano con un bel secchio pieno. Non ci fidiamo a mangiarle crude, quindi facciamo un ottimo sugo. Avevamo deciso di partire verso sera, ma tira un forte vento e rimandiamo a domani mattina. Per radio qualcuno ci dice che Cubagua è un posto "infernale" e il vento forte probabilmente è solo lì. Mercoledì Notte movimentata. Dato il forte vento abbiamo lasciato
acceso l'ecoscandaglio con l'allarme inserito, che suona quando la profondità
aumenta oltre una certa soglia. In questo modo se l'ancora non tiene (in gergo
ara) lui suona e noi ci svegliamo. Purtroppo questa notte alle 3 ha suonato e
la barca non arava. Alle prime luci partiamo con un vento fortissimo ed il
cielo coperto, poi, in effetti, come ci avevano detto ieri sera, dopo poche
miglia il vento cala e dopo aver utilizzato lo spi per un paio d'ore, siamo
costretti ad andare a motore. Giovedì Dopo aver chiesto consiglio per radio, ci spostiamo a Palanchinos, un reef a forma di mezzaluna poco distante dalla costa e che offre una buona protezione dal mare. Siamo l'unica barca e in giro non si vede anima viva. Luca inizia subito la battuta di pesca, e riesce a prendere un'aragosta con le mani. Venerdì Luca e Lorenzo si svegliano alle 6.30 per una battuta di pesca all'aragosta. Oltre al freddo non prendono nient'altro. Nel pomeriggio si parte per Los Roques con un forte vento al traverso e mare molto formato. Sabato Notte agitata. Ogni tanto un onda rompe sulla coperta bagnando
il malcapitato di guardia. La luna illumina i grossi frangenti (frutto di una
grossa burrasca nel nord del mar dei Caraibi) e forse sarebbe meglio non vederli.
Comunque il Monitor (il nostro timone a vento) se la cava benissimo e gli lasciamo
il comando. All'alba avvistiamo Gran Roques e Luca, con grande soddisfazione,
pesca 4 tonnetti. |
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