Alle Isole della Società per la grande corsa di piroghe Havaiki Nui

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dal 08/11/98 al 14/11/98

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Alle Isole della Società per la corsa di piroghe Havaiki Nui

Domenica

Fra un paio di giorni partiremo per le Isole della Società dove si svolgerà la tanto attesa Havaiki Nui, che è una famosa corsa di piroghe d’altura che si svolge in tre giorni.

Passiamo il pomeriggio insieme a Gil e Valerie che ci portano a vedere dei relitti di barche ed un piccolo aereo, affondati alla fine della pista dell’aeroporto. L’aereo è affondato accidentalmente, mentre le barche sono state affondate per creare un piccolo parco marino. E’ pieno di pesci e fa un certo effetto passare a 10 metri di profondità sotto le ali dell’aereo o mettere la testa dentro la stiva della barca. Per cena li invitiamo da noi e ci raccontano un sacco di storie interessanti sulla vita a Papeete.

Lunedì

Giornata persa tra l’aeroporto, dove per rinnovare il visto è necessario andare personalmente tutti e due quindi ci dobbiamo tornare due volte e all’ufficio postale dove non consegnano ad Annalisa un fax indirizzato a Lorenzo, nonostante abbia la sua carta d’identità. Fa un caldo bestiale e ci ritroviamo in barca alla fine del pomeriggio letteralmente spossati.

Martedì

Ci spostiamo a Papeete con la barca per fare gli ultimi giri e poi partiamo alla volta di Raiatea. C’è poco vento ed il mare è calmo e facciamo una rilassante navigazione godendoci il tramonto del sole dietro Moorea. Al calare della sera cala anche il vento e siamo costretti ad andare a motore.

Mercoledì

Il vento ci ha abbandonato definitivamente, così ce la facciamo a motore fino alle 17 quando con un forte mal di testa entriamo nella passe di Raiatea.

La prima tappa della Havaiki Nui, da Huaine a Raiatea si è conclusa un paio d’ore fa e ora la laguna è piena di motoscafi che sfrecciano a tutta velocità, complice anche le abbondanti dosi di birra. L’Havaiki Nui oltre ad essere l’evento sportivo più importante dell’anno è anche l’occasione per una grande festa itinerante. Ci ancoriamo davanti Uturoa, capitale di Raiatea e sede della festa, però un po’ per la stanchezza ed il mal di testa, un po’ perché vediamo un sacco di persone schiamazzanti ubriache ce ne stiamo in barca.

Giovedì

Adesso che siamo arrivati il vento si è rialzato e si annuncia una bella giornata. La tappa di oggi è tutta all’interno della laguna che separa Raiatea da Tahaa. La laguna è piena di barche di tutti i tipi, compresa una splendida ricostruzione di una doppia piroga d’alto mare, del tipo usata dagli antichi navigatori polinesiani per colonizzare il Pacifico.

Appena passano le piroghe, che hanno un equipaggio di sei rematori, la laguna è investita da un vero e proprio maremoto. Centinaia di motoscafi, pieni di supporter sfrecciano a tutta velocità per cercare di stare vicini ai propri “beniamini”.

Il risultato è che con le onde sollevate dai motoscafi le piroghe, specialmente quelle non di testa, fanno una fatica bestiale ad avanzare ed arrancano in mezzo al mare in burrasca. Noi, poiché le piroghe vanno a più di 6 nodi e visto il casino ce ne stiamo ai margini e poi arrivati all’arrivo di Tahaa, decidiamo di proseguire per Bora Bora, così domani potremo seguire l’arrivo da una posizione privilegiata.

La navigazione con vento e poca onda è piacevole e Bora Bora visto dal mare è veramente bella. Arriviamo un ora prima del tramonto con una bellissima luce che ci spinge a fare un sacco di foto al famosissimo picco di quest’isola che molti, sopratutto gli americani, sostengono essere la più bella del mondo. Ci ancoriamo nel sud della laguna, vicino a dove avverrà l’arrivo ed il posto sarebbe bello se non ci fossero un paio di alberghi con relativi clienti che con le moto d’acqua sfrecciano intorno a noi.

Venerdì

L’arrivo delle prime piroghe è previsto intorno alle 12 e già un paio d’ore prima, la splendida laguna del sud di Bora Bora è piena di gente che a mollo nell’acqua calda aspetta i vincitori. Noi ci sistemiamo in prima fila sotto il sole cocente che riflettendo nella laguna bianca crea un effetto grill che costringe all’uso delle creme protettive anche ai polinesiani.

Ci sono intere famiglie che arrivano con i motoscafi. Sono tutti contenti, forse
anche a causa della birra che ha iniziato a scorrere a fiumi gia di prima mattina, e sembra che non siano tanto preoccupati per chi vincerà la gara. L’altoparlante annuncia che la piroga di Bora Bora è appena entrata nella passe seguita a ruota da una di Tahiti. Dopo un quarto d’ora incominciamo a vederle e con disappunto (neanche tanto grande) dei locali la piroga di Tahiti è in testa e vincerà la gara.

Gli strascichi di una sconfitta per una gara di questa importanza in Italia si prolungherebbero per settimane con critiche e polemiche sui giornali, qui invece la cosa è accettata senza problemi e la festa continua anche se la piroga locale ha perso!

Cotti dal sole ce ne torniamo in barca, poi verso le 15 ci spostiamo davanti a Vaitape, villaggio principale di Bora Bora, dove si terrà la festa conclusiva. La festa prevede una carissima cena cinese e discoteca fino alle ore piccole. Il villaggio è pieno di ubriachi che a volte sono un po’ aggressivi, la cena cinese non ci ispira per niente così ce ne stiamo in barca.

Sabato

Abbiamo deciso che per ovviare ai problemi di visto, che ci scade il 31 Dicembre e non è più rinnovabile, l’unica cosa che possiamo fare è di prendere un aereo e uscire e rientrare dalla Polinesia per avere un nuovo visto. Ora si pone il problema se andare all’Isola di Pasqua, negli Stati Uniti o in Italia. La decisione non è semplice, dato che il biglietto per l’Italia costa caro, ma d’altronde abbiamo parecchie faccende da sbrigare a casa, e alla fine decidiamo per l’Italia.

Ora il problema è prenotare l’aereo da Bora Bora per la settimana prossima,
in modo da viaggiare in bassa stagione, dato che in alta stagione il biglietto costa quasi il doppio. Dopo qualche telefonata a Papeete riusciamo a prenotare i voli così possiamo andarcene in uno splendido ancoraggio dietro un isoletta vicino alla passe.

Qui non ci sono né hotel né moto d’acqua e sembra di stare in un’altra isola. Dopo tanto tempo peschiamo anche qualche pesce che ci gustiamo ammirando il tramonto dietro un piccola isoletta, che si chiama motu Tabu, che sembra essere stata messa lì apposta dall’ufficio del turismo!