Di nuovo in acqua

dal 01/11/98 al 07/11/98

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Di nuovo in acqua

Domenica

Ultimo giorno di lavoro, diamo la terza mano di antivegetativa in modo da essere pronti ad andare in acqua domani.

Lunedì

C’è una grossa onda da nord che entra nella passe, carambola tra le varie banchine del porto e crea una pericolosa onda di risacca all’interno della buca d’alaggio. Bernard, il proprietario del cantiere, ci dice che non è il caso di rischiare perché l’onda al momento in cui la barca è dentro la buca può farla sbattere lateralmente.

Varo rimandato a domani!Tutto sommato non ci dispiace così abbiamo un po’ di tempo per rendere la barca abitabile.

Martedì

Oggi si va. Il mare si è calmato e alle 9 siamo già in acqua. Fantastico! Il Walkabout galleggia ancora e a noi sembra di essere liberi dopo un periodo di prigionia.

Ce ne andiamo in una baia poco prima di Maeva Beach, dove possiamo usufruire del corpo morto di Gil. Siamo stanchissimi ed in barca c’è ancora un gran casino ed è tutto è impolverato.

Lasciamo tutto come sta e andiamo all’aeroporto a ritirare il nuovo gommone. E’ arrivato da una settimana, ma ci avevano comunicato il numero di spedizione sbagliato e così lunedì scorso non l’avevano trovato. Lo gonfiamo subito sul moletto antistante la baia e siamo soddisfatti: ha i tubi laterali di grosso diametro, il pavimento gonfiabile e sembra ben fatto.

Mercoledì

La baia in cui siamo ormeggiati ospita un piccolo porticciolo di pescatori di tonni bonitier (dal nome di una qualità di tonni chiamati bonito), uno scivolo per la messa in acqua di piroghe e motoscafi, e i lussuosi bungalow su palafitte di un grosso hotel.

Sembra che i pescatori non vedano di buon occhio le barche ancorate, ma noi siamo raccomandati e Gil ci dice che poi una volta conosciuti sono sia gentili che simpatici. Ci sono altre 4 barche “residenti” di francesi che lavorano nella attesa di accantonare i soldi necessari per ripartire.

Giovedì

Bernard, uno dei residenti dalla piccola comunità che popola la baia che fa il professore in una scuola media, vedendo che abbiamo legato a prua due gommoni ci viene a chiedere se gliene vendiamo uno.

Ci trova un po’ impreparati, dato che noi pensavamo di buttarlo, e non abbiamo un idea sul prezzo. Gli spariamo 250$ e lui sembra contento e immediatamente ci dice che lo prende. Così in pochi minuti ci troviamo con un impiccio in meno e con un po’ di soldi in più.

Venerdì

Continua la telenovela con la burocrazia Franco-Polinesiana.

Lorenzo và in tribunale a vedere se il Procuratore della repubblica ci ha risposto, ma non ci ha risposto e la segretaria, che ha cambiato notevolmente il suo atteggiamento da gentile a scontrosa ed antipatica, ci dice che ci vorrà parecchio tempo.
(Al momento della nostra partenza dalla Polinesia, il 10 aprile 99, non abbiamo
ricevuto alcuna risposta).

Ci passa a salutare una ragazza danese che avevamo già conosciuto alle Galapagos. Sono un gruppo di ragazzi di un’associazione danese che ha lo scopo di promuovere la navigazione tradizionale polinesiana e sono arrivati qua a bordo di un catamarano in stile polinesiano. Anche loro hanno lo stesso problema con il visto, anzi a loro non hanno concesso neanche il rinnovo per tre mesi. Il loro problema è che si sono legati ad un’associazione di Tahiti che durante le proteste di qualche anno fa’ contro gli esperimenti nucleari è stata molto attiva, quindi anche loro sono visti come piantagrane.

Sabato

Cena cinese a bordo di Sauvage, ospiti di Sophie e Didier.

Sauvage è una bella barca in acciaio che Didier e Sophie hanno costruito in Brasile e che ha avuto la sfortuna di perdere l’albero durante la traversata da Panama a Galapagos. Ora sono qui in attesa di ricevere il nuovo albero ed intanto fanno qualche lavoretto per sbarcare il lunario. Hanno due bellissimi bambini biondi che giocano tutto il giorno in acqua sulla loro tavola da surf che usano come una canoa.