Fuerteventura

dal 19/10/97 al 25/10/97

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Fuerteventura

Domenica

Di buon ora lasciamo Coralejo diretti a Puerto del Rosario. Usciti dal canale tra Fuerteventura e l’isola Dos Lobos si alza il vento da Sud Ovest. Boliniamo per 20 miglia lungo la splendida costa di Fuerteventura; ad un certo punto Annalisa vede qualcosa di strano vicino alla nostra prua e si spaventa. Sono le pinne di un branco di globicefali che stanno pescando. I globicefali sono dei cetacei neri lunghi 4 o 5 metri con una grossa la testa rotonda ed hanno una strana tecnica di pesca: se ne stanno in verticale con la coda fuori dall’acqua. Non sono socievoli come i delfini e pur passandogli accanto non ci degnano di uno sguardo.
Quando arriviamo a Rosario il vento ha rinforzato parecchio e a nostre spese scopriamo che il porto è completamente aperto a Sud Ovest. Le onde rompono proprio dove ci si dovrebbe ancorare. La cosa non ci convince e visto che il vento non accenna a diminuire e che il prossimo porto è circondato da reef e la guida ne sconsiglia l’entrata con il Sud Ovest decidiamo a malincuore di ritornare a Corralejo.
Giunti a Corralejo scopriamo che anche qui le onde entrano nel porto e le due barche all’ancora saltano come dei cavalli imbizzarriti. Fatto 30 facciamo 31 e decidiamo di andare a Playa Bianca a Lanzarote (7 miglia) che abbiamo visto qualche giorno fa’ in macchina ed è protetto. Arriviamo al tramonto ed essendo l’unico porto sicuro è chiaramente pieno di barche. Un simpatico olandese ci fa dei segni e ci mettiamo in terza fila.
Ora capiamo perché la maggior parte delle barche che passa dalle Canarie si trova un ancoraggio sicuro e se ne sta lì fino che non è ora di attraversare.

Lunedì

Nella notte sentiamo dei passi sulla coperta: è una barca di irlandesi che sono appena arrivati da Madeira, sono stravolti. La mattina il vento è ancora da Sud Ovest, pero dobbiamo muoverci per fare uscire la barca per turisti che sta in prima fila. Facciamo un giro alla spiaggia di Pappagayo, ma si balla troppo così siamo costretti a rientrare in porto. Passiamo il resto del giornata a spostarci da un posto all’altro fino che alle 4 ritorna la barca per turisti e ci mettiamo affiancati a questa. Il paese è molto turistico ed è pieno di tedeschi.

Martedì

Tempo schifoso, piove (a Lanzarote pioverà 5 giorni all’anno!) e per fortuna la barca per turisti non si muove e noi possiamo starcene tranquilli.

Mercoledì

Siamo stanchi di stare qui e visto che il vento si è calmato andiamo a Coralejo. Mentre stiamo per mollare gli ormeggi arriva la polizia e ci dice che ce ne dobbiamo andare: andiamo! Nel porto si rolla un po’, ma si sta abbastanza bene. Passiamo il pomeriggio a studiare come sistemare il tangone ed il boma per armare due fiocchi per la traversata dell’Atlantico.

Giovedì

Il tempo è bello, facciamo un giro all’interno dell’isola Dos Lobos, poi a motore andiamo a Puerto del Rosario. E’ la capitale di Fuerteventura, ma non ce niente di interessante.

Venerdì

Ci spostiamo, ancora a motore visto che non c’è vento, a Gran Tarrajal.
La costa è molto arida essendo formata da colate di lava nera a strapiombo sul mare. Buttiamo l’ancora davanti ad una spiaggia nera a lato del paese. Scendiamo a terra e scopriamo che appena girato l’angolo, hanno costruito un nuovo porticciolo (la nostra guida non lo riportava), molto ben riparato quindi visto che il tempo non è completamente stabile ci andiamo.

Sabato

Prima di partire per Morro Jable facciamo un salto alla cooperativa di pescatori per comprare un po’ di filo robusto per fare delle traine. Qui scopriamo che non vendono materiale da pesca ma hanno tantissimo pesce fresco. Costa pochissimo così ci compriamo un bel dentice. Arriviamo a Morro Jable nel pomeriggio e in porto troviamo parecchie barche ancorate che attendono il vento buono per andare, come noi, a Las Palmas.