Lefkas e Meganisi

dal 29/06/97 al 5/07/97

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Lefkas e Meganisi

Domenica

L’intenzione è di andare a Preveza, ma a causa di un forte Scirocco, ci dirigiamo verso Parga. Sembra di essere in una San Marino tutto dipinto di bianco. Il paese è arroccato su di una collina ed è pieno di negozietti che vendono tutti gli stessi souvenir per turisti. Però è molto pittoresco.

Lunedì

Soffocati dalle mosche e dal caldo, alle 8 facciamo colazione e partiamo alla volta di Lefkas. Per accedere alla città si deve imboccare uno stretto canale e passare sotto un ponte levatoio aperto allo scoccare di ogni ora. Nonostante i nostri timori troviamo facilmente l’ingresso del canale (dei nostri amici erano finiti in spiaggia qualche anno fa) e dopo aver girato a vuoto per aspettare l’apertura passiamo lo stretto pertugio aperto dal ponte levatoio non senza qualche batticuore per il poco margine d’errore disponibile.

Martedì

Lefkas, che è stata colpita da un terremoto qualche decina
di anni fa’, ed ora le case sono state ricostruite con i tetti in lamiera che
gli abitanti, hanno colorato di colori sgargianti.

Passiamo il pomeriggio a cercare di scoprire come mai lo scafo è a massa, cioè
il negativo dell’impianto elettrico risulta collegato con lo scafo. Alla fine
scopriamo il colpevole, è l’antenna del WHF, la cui basetta è a massa e tocca
l’albero di alluminio. La lista dei lavori ha una nuova entrata: “Isolare l’antenna
in testa d’albero”.

Mercoledì

Percorriamo a motore il canale di Lefkas che porta al mare interno racchiuso tra l’isola di Lefkas, quella di Meganisi e la terra ferma. Il posto non ci piace molto, la baia è molto affollata ed il paese, che andiamo a visitare con il gommone, è un ristorante attaccato all’altro in più l’acqua della baia è sporca.

Giovedì, Venerdì, Sabato

Giriamo 2 ore tra le baie della frastagliata costa di Meganisi (che in greco significa grande isola) fino a che ne troviamo una che ci ispira. La baia è piena di pesci, ma sono furbissimi, se gli si butta qualcosa da mangiare subito si azzuffano per avere il loro boccone, se però insieme al pane gli si butta un amo incredibilmente diventano sospettosi e non mangiano. Dopo alcuni tentativi infruttuosi, ci siamo inventati un’altra strategia: Annalisa dalla barca gli tira i pezzi di pane, Lorenzo nell’acqua nascosto dalla chiglia è in agguato con il fucile subacqueo. Purtroppo il trucco funziona solo per il primo colpo (sbagliato per un pelo), dopo di che il branco non si è più fatto vedere. Si sta benissimo, decidiamo di restare 3 giorni, in modo da sfoltire l’elenco delle cose da fare. Così fra un bagno e l’altro Annalisa finalmente finisce di cucire la capottina, Lorenzo intanto completa il mobile della cucina cui mancava un piano.