Traversata verso Sri Lanka

141 dal 06/02/00 al 12/02/00

Domenica

Sole e vento leggero da nord est. Andiamo con lo spi. La velocità è intorno ai 4 nodi ma la navigazione è molto confortevole, dopo tanti giorni di lavoro frenetici ci sembra di essere in vacanza.

A mezzogiorno il vento muore e accendiamo il motore. Altra sorpresa! Un gommino del giunto elastico ha ceduto e l’’asse vibra terribilmente. Spegniamo, lo smontiamo e proviamo ad incollarlo con della resina epossidica.

Notte tranquilla senza luna e piena di stelle.

Lunedì

Alle 2 è arrivato un po’ di vento e abbiamo ripreso a navigare.

All’’alba passiamo nel canale tra le Nicobar e le isole Andamane. Avvistiamo terra, ma non ci fermiamo, sia perché non abbiamo tempo sia perché ci hanno detto che alle Nicobar gli indiani sono rigidissimi e se ti beccano vogliono un sacco di soldi per lasciarti andare.

Anche volendo gli indiani non rilasciano il permesso per fermarsi, la scusa ufficiale è per preservare delle popolazioni indigene primitive, ma sembra che il vero motivo è che ci sono delle installazioni militari russe.

Nel canale peschiamo uno strano pesce, non lo conosciamo,è indiavolato e non ci fidiamo a mettergli le mani vicino alla bocca per cercare di togliergli l’’amo. Ha dei denti lunghi e affilati e lo lasciamo a sbattere a poppa.

Al mattino rimontiamo il gommino incollato e la riparazione sembra funzionare. La mettiamo subito alla prova, dato che il vento muore e ci facciamo un paio d’’ore di motore.

Il vento è scostante le raffiche si alternano alle calme e apprezziamo a pieno l’’utilità del rollafiocco.

Abbiamo perso la protezione di Sumatra e ora arriva la lunga onda oceanica dal sud che rende la navigazione meno confortevole.

C’è una corrente costante di un nodo e per fortuna è favorevole e questa ci aiuta molto a mantenere una media decente.

Il morale è alto e la tensione accumulata nei giorniscorsi si sta lentamente dissipando. Di sera facciamo un turno di due ore a testa fino a mezzanotte, poi mettiamo l’’allarme al radar e andiamo a dormire fino all’alba.

Martedì

Cielo velato e vento incostante.

Questa notte abbiamo avvistato una nave che c’’è sfilata a qualche miglia sul fianco, poi la mattina abbiamo visto un peschereccio.

La giornata passa tranquilla.

Mercoledì

Verso le 2 il vento cala e le vele iniziano a sbattere, lavelocità cala a 1 nodo e l’’onda lunga ci fa rollare. Accendiamo il motore. Sorpresa! Non parte. Il motorino d’’avviamento gira, il motore gira ma non si avvia.

E’’ notte e dopo aver fatto i controlli minimi (spurgo dell’’impianto d’alimentazione) rimandiamo a domani. Siamo comunque preoccupati e temiamo che sia qualcosa di grave. Neanche dirlo che la notte, tra la preoccupazione, le vele che sbattono e il rollio non è delle più piacevoli.

Ad un certo punto togliamo tutte le vele, tanto avanziamo solo per la corrente e almeno non si rovinano. Il morale è a terra. E’ un periodo che non ce ne va bene una!

Appena fa luce giochiamo a fare i meccanici, ma il motore non dà nessun segno di vita. La batteria incomincia ad essere scarica e ci rinunciamo.

Siamo diventati un vero veliero, come quelli di una volta!

Almeno il vento fa la sua comparsa e movendoci l’’umore migliora. Ora il problema è di arrivare a Galle, a Sri Lanka e specialmente di entrare in porto. Abbiamo ancora 600 miglia da percorrere e avremo il tempo per pensarci.

Per consolarci pensiamo che fino a qualche anno fa parecchie barche facevano il giro del mondo senza avere il motore, se ce la facevano loro possiamo farcela anche noi!

Giovedì

Il vento tiene, anche se non costante, e riusciamo a mantenere una buona media.

Purtroppo il cielo è velato, i pannelli non caricano tanto e abbiamo qualche problema con le riserve d’energia elettrica. Incominciamo a mantenere il frigo più caldo e non possiamo usare il radar la notte.

Venerdì

Questa notte il vento ci ha abbandonato e siamo stati a dondolare tra le onde un paio d’ore. Il timore è di essere sulla rotta di una nave e non poter fare niente per evitarla. Cerchiamo di non pensarci, anche se il pensiero non è dei più rilassanti.

All’’alba con il sole arriva anche un debole venticello, che associato alla corrente ci permette in qualche modo di avanzare.

Il vento si mantiene e la navigazione è confortevole.

Sabato

L’’alba ci rivela un cielo coperto e minaccioso. Il nostro umore è a terra, la notte scorsa per non fermarci a sbattere siamo andati di bolina fuori rotta e siamo avanzati poco e nella direzione sbagliata.

Siamo troppo a nord, e abbiamo paura di finire troppo vicino alla costa est di Sri Lanka, che sarà sicuramente infestata dalle barche da pesca notturne.

D’altra parte non possiamo andare troppo a sud, lì c’è la corsia delle navi che vanno e vengono dal Mar Rosso ed il traffico è intensissimo. Dobbiamo imbucare lo stretto corridoio di 5 miglia tra la costa sud di Sri Lanka e la corsia delle navi, che sarà sicuramente pieno di barche da pesca.

Il tempo è perturbato con groppi e temporali, ma il vento è forte e facciamo un bel po’ di strada.

Abbocca alla lenza anche un bel dorado, ma proprio quando stavamo preparandoci per agganciarlo con la gaffa ha fatto un salto e si è slamato lasciandoci a bocca asciutta.