Nuku Alofa e le proibite Lau, Fiji

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109 dal 20/06/99 al 26/06/99

Domenica

Insieme agli equipaggi del Cush e del Jancris,organizziamo una visita in pulmino all’interno di Tongatapu.

Qui sono molto religiosi e ci mettiamo due ore per trovare qualcuno disposto a saltare la messa per una cifra ragionevole. La prima tappa prevede una visita alle tombe degli ultimi tre re e alle tombe più antiche contenenti i reali di tutta la dinastia.

A quelle nuove, non ci si può avvicinare, quelle vecchie sono solo un cumulo di pietre laviche. Poi andiamo a vedere un arco composto da tre pietre, due fanno da colonne è la terza fa da architrave. La cosa particolare è che le tre pietre sono di un tipo di roccia non presente alle Tonga e si crede che siano state trasportate in barca dalle Fiji.

La terza attrazione sono alcuni alberi pieni di grossi pipistrelli con la pelliccia, che in inglese si chiamano Flying Fox. Fanno un rumore infernale e si litigano continuamente passando da una baruffa all’altra per il possesso di un ramo.

Siamo tutti un po’ delusi, il tempo è pessimo e l’isola poco interessante, poi ci rianimiamo quando arriviamo al sud dell’isola dove ci sono i soffioni. Lo spettacolo è grandioso: una lunga e alta scogliera di roccia nera e lucida che è continuamente investita dalle potenti onde provenienti dalle burrasche del sud.

Quando le onde rompono sulla scogliera si infilano nelle cavità e provocano dei soffioni alti una decina di metri. Gli alti zampilli si susseguono per una lunghezza di quattro o cinque chilometri di scogliera. Il tempo livido, aggiunge una luce spettrale che tutto sommato non guasta. Scattiamo un sacco di diapositive.

Lunedì

Piove ancora e sembra di essere in novembre a Milano! Fra un paio di giorni partiamo così passiamo la giornata a fare spese a sistemare la barca.

Passiamo davanti alla casa del re di Tonga, famoso per la sua stazza.

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Alle 21 accompagniamo la mamma di Annalisa all’aeroporto che ritorna in Italia.

Martedì

Non piove più, ma non c’è un filo di vento. Ultimi preparativi, facciamo il pieno di gasolio, di acqua e le ultime spese di frutta fresca.

Per cena invitiamo Gigi ed Irene sul Walkabout per una pizza e facciamo le ore piccole chiacchierando. L’argomento principale è: “Cosa faremo da grandi?”

Mercoledì

Perdiamo tutta la mattina per fare le pratiche di uscita. A Neiafu ci eravamo “dimenticati” di fare tutti i documenti di uscita e ora ci è toccato scrivere una lettera di scuse.

Molliamo gli ormeggi alle 12.30 sotto un sole pallido ed un leggero venticello da sud ovest. Il mare è calmo e la navigazione confortevole. Siamo diretti ad un isoletta del gruppo delle Lau che si chiama Yagasawa Cluster, dove abbiamo appuntamento con Claudio e Laura del Cush. Le Lau sono un arcipelago di isole incantate e le autorità fijane, per preservare le popolazioni locali non permettono l’approdo.

Giovedì

Alle prime luci del giorno il vento muore e siamo costretti ad accendere il motore.

Scopriamo che il timone automatico non funziona più, e dopo averlo smontato ci rendiamo conto che gli ingranaggi sono consumati e che non è possibile ripararlo. Timonare andando a motore è una cosa noiosissima e ci tocca fare i turni di due ore perché dopo un po’ ci distraiamo e lasciamo dietro di noi una scia da ubriachi.

Venerdì

Avvistiamo il reef di Yagasawa Cluster all’alba, ma impieghiamo altre cinque ore per raggiungere la passe ed arrivare all’ancoraggio dove ci aspetta il Cush.

L’isola è deserta e spettacolare: gruppi di alti roccioni lavici con la base erosa che assomigliano ad enormi funghi. La costa dell’isola principale è un susseguirsi di baiette con spiagge bianche dove la foresta color smeraldo arriva al mare. Il tutto è circondato da una barriera corallina che protegge dalle onde dell’oceano e rende l’interno calmo e tranquillo. Insomma è un vero paradiso!

Sabato

Bellissima giornata! Ne approffittiamo per fare una battuta di pesca sulla barriera, alla ricerca delle aragoste. Claudio i giorni precedenti ha visto dei pescatori, provenienti dall’isola vicina, che pescavano le aragoste, quindi siamo fiduciosi. Scandagliamo lo splendido reef, ma delle aragoste neanche l’ombra, forse i pescatori hanno fatto piazza pulita!

Comunque l’acqua è calda e il reef splendido e ogni tanto avvistiamo dei pesci enormi. Peschiamo un paio di cernie per la cena che integriamo con un chilo di vongole che troviamo scavando sul bagnasciuga di una spiaggetta da sogno. La spiaggia in questione è lo stereotipo della splendida spiaggia tropicale e potrebbe essere tranquillamente utilizzata per girarci il classico film stile Robinson Crusuè.