Apataki

dal 30/08/98 al 05/09/98

66

Apataki

Domenica

Il vento è da est, quindi verso le 11, con il sole ben alto lasciamo a malincuore questo splendido ancoraggio. Secondo noi è uno dei posti più belli che abbiamo visto!

Ci spostiamo nell’angolo nord-est dell’atollo, costeggiando chilometri di spiagge bianche senza un anima viva. Solo a poche miglia dall’angolo c’è un allevamento di perle posto su una “patata” cioè su una grossa testa di corallo e passando i proprietari ci fanno segno di passare vicino alla spiaggia in modo da evitare le boette che sostengono i cavi a cui sono appese le ostriche.

Giungiamo finalmente all’angolo e ci ancoriamo lontani dalla spiaggia, dato che è pieno di teste di corallo. Anche questo ancoraggio è splendido!

Lunedì

Giornata nuvolosa dedicata all’ebanisteria. Con gli ultimi ritagli di compensato rimasti ci facciamo alcuni portaoggetti.

Martedì

Seguono i lavori.Il tempo è sempre capriccioso e le schiarite si alternano con le nuvole nere che scaricano dei brevi acquazzoni. Nel pomeriggio scendiamo a terra con due obiettivi: bruciare l’immondizia  e approvvigionarci di verdura fresca. Il primo compito è semplice e in pochi minuti raccogliamo alcune foglie di palma secche e la bruciamo.

Il secondo compito è un po’ più arduo dato che a parte le palme e qualche arbusto non cresce nient’altro. Sono comunque le palme che ci daranno un poco di”materia vegetale” da alternare alle solite verdure in scatola: ilcuore di palma.

Per ottenere il cuore di palma bisogna abbattere una palma ed estrarre il cuore si trova al centro del tronco, vicino alle radici. Ora dato che ci accontentiamo di poco, Lorenzo a colpi di machete, si limita ad abbattere una giovane palma, che comunque ci da’ quasi mezzo chilo di cuore.

L’operazione ha comunque un costo: almeno quattro o cinque punture di zanzare! Questa sera ci gustiamo un’ottima insalata fatta con il cuore di palma e l’ultima carota rimasta.

Mercoledì

Non siamo invogliati a fare il bagno, l’acqua non è trasparente, soffriamo ancora dei postumi della ciguatera e questa mattina abbiamo visto la pinna di uno squalo girare intorno alla barca.

Verniciamo i nostri manufatti e la cabina di prua.

Giovedì

Giornata tranquilla e rilassata. Il tempo è brutto e ci impedisce di spostarci. Aggiustiamo il gommone, che aveva una perdita, e facciamo altri piccoli lavoretti.

Dato che non possiamo mangiare pesce e che non abbiamo tanto gas oggi abbiamo sperimentato una nuova tecnica di cottura del pane: in una padella di alluminio. La cosa funziona e otteniamo delle ottime focacce che farciamo con spinaci (in scatola) e formaggio fatto in barca.

Venerdì

Approfittiamo di una schiarita per spostarci, ma dopo due miglia arrivano le nuvole e ci ancoriamo di nuovo. Andiamo ad esplorare una piccola laguna interna formata dall’acqua dell’oceano che entra dentro la laguna. E’ piena di uccelli, specialmente aironi bianchi che non sono affatto contenti della nostra intrusione.

L’acqua è limpida e si vedono alcune razze (Fai iu in polinesiano) che se ne stanno adagiate sulla sabbia. Battendo le pinne pettorali riescono a nascondersi nella sabbia e in questo caso possono essere pericolose se pestate in quanto hanno nella coda una specie di uncino velenoso. Sono grosse, larghe almeno un metro, e quando ci vedono se ne vanno “volando” maestose nell’acqua.

Passando vicino alle teste di corallo che si trovano vicino alla riva, ci assale una certa malinconia. Sono piene di cernie che come al solito invece di scappare contano sulla loro capacità di mimetizzarsi e ti guardano con il loro grossi occhioni ed il loro muso imbronciato. E’ veramente pieno e dato la limpidezza dell’acqua si potrebbe tranquillamente pescare dal gommone, ma non possiamo mangiare pesce e quindi ci limitiamo ad osservarle.

Sabato

Ancoratempo variabile.

Facciamo un’altra escursione a terra, oggi andiamo a giocare con i granchi che vivono numerosi sulla spiaggia e tra i coralli. Sono grossi circa 20 cm e alla nostra vista scappano ad una velocità incredibile.

Tornando in barca facciamo la conoscenza della famiglia che abita nella fattoria delle perle all’angolo dell’atollo. Sono gentilissimi e ci chiedono se abbiamo bisogno di qualche cosa, dato che vanno al villaggio.

dal 30/08/98 al 05/09/98

66

Apataki

Domenica

Il vento è da est, quindi verso le 11, con il sole ben alto lasciamo a malincuore questo splendido ancoraggio. Secondo noi è uno dei posti più belli che abbiamo visto!
Ci spostiamo nell’angolo nord-est dell’atollo, costeggiando chilometri di spiagge bianche senza un anima viva. Solo a poche miglia dall’angolo c’è un allevamento di perle posto su una “patata” cioè su una grossa testa di corallo e passando i proprietari ci fanno segno di passare vicino alla spiaggia in modo da evitare le boette che sostengono i cavi a cui sono appese le ostriche.
Giungiamo finalmente all’angolo e ci ancoriamo lontani dalla spiaggia, dato che è pieno di teste di corallo. Anche questo ancoraggio è splendido!

Lunedì

Giornata nuvolosadedicata all’ebanisteria. Con gli ultimi ritagli di compensato rimasticifacciamo alcuni portaoggetti.

Martedì

Seguono i lavori.Il tempo è sempre capriccioso e le schiarite si alternano con le nuvole nereche scaricano dei brevi acquazzoni.
Nel pomeriggio scendiamo a terra con due obiettivi: bruciare l’immondizia eapprovvigionarci di verdura fresca. Il primo compito è semplice e in pochiminuti raccogliamo alcune foglie di palma secche e la bruciamo. Il secondocompito è un po’ più arduo dato che a parte le palme e qualche arbusto noncresce nient’altro. Sono comunque le palme che ci daranno un poco di”materia vegetale” da alternare alle solite verdure in scatola: ilcuore di palma. Per ottenere il cuore di palma bisogna abbattere una palma datoche il cuore si trova al centro del tronco, vicino alle radici. Ora dato che ciaccontentiamo di poco, Lorenzo a colpi di machete, si limita ad abbattere unagiovane palma, che comunque ci da’ quasi mezzo chilo di cuore. L’operazione hacomunque un costo: almeno quattro o cinque punture di zanzare! Questa sera ci gustiamoun’ottima insalata fatta con il cuore di palma e l’ultima carota rimasta.

Mercoledì

Non siamoinvogliati a fare il bagno, l’acqua non è trasparente, soffriamo ancora deipostumi della ciguatera e questa mattina abbiamo visto la pinna di uno squalogirare intorno alla barca.
Verniciamo i nostri manufatti e la cabina di prua.

Giovedì

Giornatatranquilla e rilassata. Il tempo è brutto e ci impedisce di spostarci.Aggiustiamo il gommone, che aveva una perdita, e facciamo altri piccolilavoretti. Dato che non possiamo mangiare pesce e che non abbiamo tanto gas
oggi abbiamo sperimentato una nuova tecnica di cottura del pane: in una padella
di alluminio. La cosa funziona e otteniamo delle ottime focacce che farciamo
con spinaci (in scatola) e formaggio fatto in barca.

Venerdì

Approfittiamo
di una schiarita per spostarci, ma dopo due miglia arrivano le nuvole e ci ancoriamo
di nuovo. Andiamo ad esplorare una piccola laguna interna formata dall’acqua
dell’oceano che entra dentro la laguna. E’ piena di uccelli, specialmente aironi
bianchi che non sono affatto contenti della nostra intrusione.
L’acqua è limpida e si vedono alcune razze (Fai iu in polinesiano) che se ne
stanno adagiate sulla sabbia. Battendo le pinne pettorali riescono a nascondersi
nella sabbia e in questo caso possono essere pericolose se pestate in quanto
hanno nella coda una specie di uncino velenoso. Sono grosse, larghe almeno un
metro, e quando ci vedono se ne vanno “volando” maestose nell’acqua.
Passando vicino alle teste di corallo che si trovano vicino alla riva, ci assale
una certa malinconia. Sono piene di cernie che come al solito invece di scappare
contano sulla loro capacità di mimetizzarsi e ti guardano con il loro grossi
occhioni ed il loro muso imbronciato. E’ veramente pieno e dato la limpidezza
dell’acqua si potrebbe tranquillamente pescare dal gommone, ma non possiamo
mangiare pesce e quindi ci limitiamo ad osservarle.

Sabato

Ancora
tempo variabile.
Facciamo un’altra escursione a terra, oggi andiamo a giocare con i granchi che
vivono numerosi sulla spiaggia e tra i coralli. Sono grossi circa 20 cm e alla
nostra vista scappano ad una velocità incredibile.
Tornando in barca facciamo la conoscenza della famiglia che abita nella fattoria
delle perle all’angolo dell’atollo. Sono gentilissimi e ci chiedono se abbiamo
bisogno di qualche cosa, dato che vanno al villaggio.