Raiatea

96 dal 28/03/99 al 03/04/99

Domenica

Bella veleggiata. Solite nuvole, solito mare incrociato, ma il vento da nord est ci permette di fare una confortevole bolina larga e di raggiungere la passe di Raiatea in 3 ore.

Ci ancoriamo davanti al cantiere Carenage che è diventato famoso per essere stato investito da un ciclone l’anno scorso che ha disarcionato dall’invaso parecchie barche tra cui quella di Bolina.

Andiamo subito a terra, nella speranza di riuscire a riempire le bombole. Speranza disattesa, bisogna andare a Uturoa, il paese principale. Facciamo un giro tra le barche e notiamo che sono ancora puntellate alla meglio su un terreno non asfaltato. Capiamo come mai l’anno scorso tante barche siano finite per terra. Approfittiamo dell’acqua per fare un bucato e qualche giro con le taniche per riempire i serbatoi.

Lunedì

Piove. Rimaniamo in barca.

Martedì

Ritorna il sole e facciamo un altro bucato dato che per i prossimi mesi di acqua ne avremo poca, ne approfittiamo.

Mercoledì

Ci spostiamo a Uturoa, e prendiamo il corpo morto all’ingresso del marina municipale.

Sotto il sole cocente giriamo con le bombole nello zaino alla, ormai disperata, ricerca di qualcuno che ce le riempia. Ci palleggiano da un posto all’altro fino a che, dopo una lunga camminata sotto il sole, troviamo un distributore che le scambia, solo che al momento le ha finite e dato che c’è Pasqua in mezzo arriveranno solo lunedì prossimo.

Noi avevamo intenzione di partire prima, ma ci scoccia partire con una sola bombola. Le due vuote sono della Camping Gaz e dato che sono francesi, probabilmente avremo difficoltà a riempirle quando lasceremo la Polinesia. La stagione dei cicloni non è ancora terminata e decidiamo di attendere l’arrivo delle bombole e di rimandare la partenza.

Facciamo la spesa al supermercato poi troviamo anche un posto in cui connetterci ad internet, così torniamo in barca a scrivere un po’ di corrispondenza.

Giovedì

In mattinata arrivano Gigi e Irene del Va Pensiero, li avevamo lasciati a Papeete lo scorso anno ed è un piacere rincontrarli.

Andiamo a provare a spedire la nostra corrispondenza. Il posto è fuori città e dopo una camminata di mezz’ora sotto il sole scopriamo che è chiuso perché c’è la fiera. Tornando in barca ci fermiamo a salutare Gigi e Irene.

Purtroppo a bordo sono un po’ malandati Gigi si è preso la dengue, una febbre causata dalle punture di un tipo di zanzara, e i loro amici sono quasi tutti influenzati. Fanno una visita all’ospedale e per fortuna non è niente di grave, devono solo riposarsi un poco.

Nel pomeriggio finalmente troviamo l’internet café aperto e riusciamo a spedire ed a ricevere le nostre poste.

Venerdì

Insieme al Va Pensiero ci spostiamo in un bell’ancoraggio nella parte sud est di Raiatea.
L’ancoraggio è dietro un motu è all’’interno di una estesa barriera corallina, è stretto e contro vento. Noi ci entriamo a motore, mentre Gigi ci sfoggia una perfetta manovra a vela con ancoraggio vecchio stile, senza motore.

Rimaniamo a bocca aperta, si vede che vanno in mare da più di vent’anni! Purtroppo sott’acqua il corallo è tutto morto ed i pesci sono spaventati.

Sabato

Passiamo una notte un po’ agitata a causa del forte vento che ci fa arrivare a pochi metri dal reef. Lo illuminiamo con il faro e restiamo a controllare che l’ancora non ari; attività poco piacevole alle 2 di notte.

Al mattino tutto è calmo e con il gommone andiamo a Raiatea a cercare un telefono per fare gli auguri di Pasqua a casa. Tornati in barca sentiamo Gigi e Irene per radio e ci dicono che le condizioni di salute a bordo sono migliorate e
ci diamo appuntamento a Tahaa.

Facciamo una bella navigata all’interno della laguna con vento e senza onde. Ci ancoriamo vicino alla passe di Thaa, dato che i corpi morti davanti all’hotel Vahine, dov’è il Va Pensiero, sono tutti occupati.